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A lezione dai pirati

I totalitarismi del secolo scorso hanno prodotto morte, conflitti e infelicità. E’ difficile stabilire chi sia stato davvero peggiore tra Hitler e Stalin, come scegliere il meno peggio tra Pol Pot o Pinochet. Ma una differenza di fondo tra nazifascismo e comunismo c’è, ed è l’ideologia ispiratrice. L’ideologia di destra non concepisce la parità degli individui, in molti casi neppure delle razze o del genere. Il “superuomo” assume il comando, senza alcuna mediazione democratica, poi tutti i livelli del potere sono occupati da soggetti che si riconoscono nella dottrina e tanto più sono simili al modello, tanto più salgono di rango: sono i migliori, sono ariani, sono iscritti al partito o al movimento.

Il marxismo nasce sul versante di pensiero opposto: gli individui sono uguali, hanno uguali diritti, partecipano alla vita della società e ne determinano le scelte.

La destra accetta che ci siano ricchi e poveri, ritiene che il benessere venga assegnato in base al merito, alla scaltrezza, alla classe sociale di appartenenza. Chi nasce figlio di operai non potrà accedere ad un istruzione superiore (salvo pochi casi permessi a scopo dimostrativo) e non potrà far parte della futura classe dirigente, questa suddivisione in caste chiuse si perpetua all’infinito e i meno abbienti non hanno speranza, non hanno strumenti efficaci per far valere i propri diritti, non sono rappresentati.

L’ideologia marxista mira alla redistribuzione delle ricchezze e all’abolizione dei privilegi.

Fascismo e comunismo non hanno funzionato, ma liquidare le vicende del secolo scorso assimilando queste due ideologie è profondamente sbagliato.

Una società basata sull’ideologia nazista, che cioè metta in pratica fedelmente quei principi così come sono enunciati sarebbe abominevole: nessuna libertà, campagne eugenetiche a danno dei “diversi”, istituzionalizzazione del razzismo, impiego della guerra per l’assoggettamento dell’intero occidente.

Se il comunismo avesse messo in pratica l’ideologia marxista in modo rigoroso (è accaduto parzialmente a Cuba, pur con molti limiti dovuti anche al feroce embargo USA ed alle interferenze della CIA) l’Unione Sovietica sarebbe diventata un paese democratico, senza grandi sperequazioni, in grado di assicurare benessere e prosperità alle classi lavoratrici. Un veleno ed un farmaco adulterato ci possono uccidere entrambi, ma non li possiamo porre sullo stesso piano: il veleno è di per se tossico, mentre il farmaco lo è solo perché adulterato. Mutatis mutandis questa distinzione si applica a destra e sinistra anche oggi: Berlusconi fonda un partito con Dell’Utri, lo scopo è quello di favorire il suo impero economico ed estendere il suo potere anche al sud, coinvolgendo la criminalità organizzata. Non ci si può aspettare nulla di buono, salvo essere un boss locale, un massone affarista, un parlamentare di Forza Italia (spesso le categorie coincidono) o una olgettina. L’eredità della DC o del PLI non esiste più, la politica è cambiata definitivamente. Per la sinistra le cose dovrebbero essere diverse, il PCI è stato sempre all’opposizione, ha il supporto della CGIL, il sindacato più rappresentativo, ha fortemente criticato le scelte neoliberiste dei governi di destra. Ma alla prova dei fatti, quando finalmente riesce ad andare al governo, la sinistra è imbolsita, irriconoscibile, imborghesita come il Rotary. Nasce l’Ulivo e poi il PD, partiti che usurpano il ruolo di “sinistra” e conservano buona parte dell’elettorato storico del PCI, ma gestiscono le Coop come multinazionali, usano le banche come bancomat per le campagne elettorali e per concedere credito facile e senza garanzie agli “amici”. E questa differenza “genetica” delle due ideologie di cui si parlava all’inizio spiega anche quello che accade in campagna elettorale: la destra trova più facilmente alleanze ed unità pur di vincere perché l’importante è raggiungere il potere. Per la sinistra organizzare l’ammucchiata elettorale è più difficile, nel momento in cui il PD salta il fosso e rinnega l’eredità ideologica di sinistra con l’investitura di Renzi, della Boschi, alleandosi con Alfano e Verdini, benedicendo la Nato e le folli spese militari mentre taglia istruzione e sanità, spinge inevitabilmente una parte del suo elettorato e dei suoi parlamentari alla rottura. La ciurma di una nave pirata non ha remore nel dare l’arrembaggio a un mercantile, la lettera d’ingaggio prevede sin dall’inizio attività criminale e suddivisione del bottino. Ma quando il comandante di una nave ufficialmente militare richiede all’equipaggio di comportarsi come i pirati, ebbene qualche marinaio preferisce ammutinarsi, l’arruolamento non lo prevedeva. E allora comandante, nostromo, ufficiali e cambusiere accusano gli ammutinati di essere gufi, rosiconi, disfattisti, di mettere a repentaglio l’attività (criminosa) della nave, che così rischia di venire sconfitta

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