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A Porto Caleri il quarto seminario di ecologia costiera

Il centro visite del Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri ha ospitato il quarto seminario di ecologia costiera, organizzato dalla associazione culturale naturalistica Sagittaria di Rovigo e da Hyla Naturalisti Associati di Chioggia.

Un incontro che ha trattato vari argomenti partendo dagli interventi di tutela idrogeologica e forestale sulle dune costiere e sugli scanni litoranei del Delta del Po nella relazione di A. Mar, mentre Emiliano Verza e Davide Scarpa hanno parlato delle soluzioni operative per la salvaguardia della biodiversità in cantieri idraulici nel Delta del Po, come emerso dai rilievi effettuati più volte in barca.

Stefano Malavasi ha spiegato il monitoraggio acustico passivo ed i paesaggi sonori subacquei in habitat artificiali del litorale veneziano; mentre Rossella Boscolo Brusà, con il progetto Life Lagoon ReFresh, ha chiarito le misure per il miglioramento dell’habitat Lagune costiere e la ricreazione di habitat di specie a canneto mediante il ripristino dell’ambiente ecotonale tipico delle lagune microtidiali, caratterizzato da un marcato gradiente salino e da ampie superfici intertidali vegetate da canneto, (principalmente Phragmites australis), la cui presenza è stata fortemente ridotta da storici interventi antropici nella laguna di Venezia.

Francesco Cavraro ha spiegato il ruolo di alcuni habitat acquatici marginali, costituiti da piccole canalizzazioni artificiali della laguna di Venezia, che rivestono una significativa importanza ecologica nella conservazione di specie minacciate, come il ciprinodontide Aphanius fasciatus, piccolo pesce noto in italiano come “Nono”.

Paolo Rigoni ha parlato delle schede gestionali proposte per Cale e Baie del Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, garantendo la necessaria e puntuale trattazione di singoli ambienti del Parco.

Cristina Villani docente di Botanica all’Università di Padova, ha introdotto il tema dell’impatto delle piante esotiche invasive, presenti sugli scanni, le golene e le dune del Delta del Po, delle problematiche cartografiche e gestionali; mentre Francesco Scarton ha spiegato il disturbo antropico e le distanze di rispetto per cinque specie di limicoli, cioè uccelli di mare, nidificanti nel nord Adriatico.

Il visitatore con il cane sciolto è quello che crea il maggiore fastidio, poi i decibel emessi dalle barche mentre navigano e l’ingombro della sagoma dello scafo, oltre alla distanza degli uccelli in volo da quella del drone usato per i censimenti, che non sono dannosi sopra i 50 metri, anche se gli uccelli in uno stormo sanno ben difendersi per la teoria dei molti occhi che sanno cogliere il pericolo.

Interessante anche l’intervento di Mattia Lanzoni sull’aggiornamento dello stato di popolazione dell’Anguilla europea (Anguilla anguilla) nel nord Adriatico, studiata nelle Valli di Comacchio, che dipende da una politica della pesca che consideri gli impatti relativamente alle specifiche caratteristiche ambientali di ogni sito, cercando di evitare un eccessiva pressione sulla pesca, in quanto le anguille non si riproducono in cattività, entrano dal mare aperto essendo Comacchio è uno dei siti maggiori per la migrazione, proveniendo dal Mar dei Sargassi, passando per Gibilterra e da qui si hanno più le tracce degli esemplari che erano stati monitorati, poi si perde il loro segnale, per la forte pressione delle acque, poiché le anguille prima gialle e poi argentee raggiungono una profondità fino a 400 metri, dove si nutrono di plancton marino.

Il convegno si è chiuso con l’intervento di Marco Baldin sul ripristino e conservazione dell’habitat 2110 e 2120 nei litorali del Veneto, col “Progetto Life Redune”, perché i cordoni dunosi sono la terza componente accanto alle spiagge emerse e quelle sommerse, per contrastare l’azione erosiva del mare.

A volte dei concetti apparentemente complessi possono essere spiegati in modo chiaro, ed approfondire il bagaglio di persone curiose culturalmente ed essere un ulteriore motivo di studio e di divulgazione per esperti del settore.

L’Associazione Culturale Naturalistica Sagittaria si impegna in questo ambito da tanti anni e lo fa con professionalità, sempre con attitudine scientificamente ed eticamente corretta.

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