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Ai Concordi il crossover del Klassik Swing Italian Quartet

Dopo la virtuosistica interpretazione del pianista Maurizio Baglini, l’associazione musicale Francesco Venezze ha proposto all’Accademia dei Concordi il concerto del Klassik Swing Italian Quartet.La loro formazione comprende Gunter Sanin al violino, Fabio Rossato alla fisarmonica, Ivano Avesani al contrabbasso e Daniele Labelli al pianoforte: musicisti diversi per provenienza e percorso musicale, ma uniti da una sola insostenibile passione per la musica, superando gli schemi della loro formazione classica per spingersi verso nuovi confini, con una scelta consapevole, coraggiosa, apparentemente azzardata ma vincente.

Questo quartetto è il riconosciuto portavoce dello stile “crossover”, una disinvolta altalena tra classica, lirica, jazz, tango e musica popolare, generando sonorità inconsuete ed inascoltate.

Nel programma troviamo un divertente e brioso pizzicato in una fantasia dalla Bohème di Puccini, in una trasposizione melodica in cui emerge una voglia di lasciarsi andare e ballare; la fisarmonica dà un suono apparentemente disarmonico, ma non slegato dal contesto musicale suonato e fa da collante ad autori di diverso genere musicale e geografico, pur con brevi distanze temporali l’un con l’altro.

Nel brano molto melodico di Lear il violino conduce il ritmo, con accompagnamento della fisarmonica e sembra di essere seduti in un caffè viennese, con la musica che ti trasporta lontano e ti fa sognare.

La czardas composta dal violinista Gunther Sanin, un proteiforme artista diplomato in viola e violino, che passa dal gipsy swing al tango argentino alla musica da caffè chantal alla musica classica, ti rapisce per la sua vivacità.

In Astor Piazzolla troviamo un accordo straordinario tra gli strumenti, con uno strappo deciso nei passaggi, ma così deve essere in una armonia vivace ma coerente con il periodo di innovazione musicale, con una libertà di suono arioso.

Il brano di Vittorio Monti, compositore napoletano era pensato in origine per violino, mandolino e pianoforte, oggi è suonato principalmente al violino, ma sono frequenti trascrizioni per piano solo; è un brano concertistico rapsodico scritto nel 1904, basato sulla omonima danza ungherese, la czardas appunto, ed in questo Brahms ha fatto da maestro a tutti.

Come bis l’armonizzazione di Moon River: un grande successo sia il finale che tutto il concerto in un crescendo di euforia e di passione che ti prende magicamente e non ti annoia.

Uno stile musicale che rappresenta anche uno stile di vita, perché fare crossover richiede anche curiosità, informazione, aggiornamento e studio approfondito dei diversi stili musicali, con atteggiamenti estremamente vivaci e dinamici che ritroviamo nelle singole personalità di questi musicisti.

Manifestazione numero 1.022 per l’associazione musicale. E ci sono ancora altri nove appuntamenti per la 96 esima stagione concertistica con i migliori interpreti oggi presenti sulla scena musicale, alla domenica pomeriggio ore 17 alla Accademia dei Concordi ed in altre sedi fino al 29 aprile 2018.

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