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Arriverderci, “eterna Annina”…

Mi ha ricevuta a Casa Verdi non più di due settimane fa, non l’avevo mai incontrata di persona, ci eravamo sentite telefonicamente e già avevo apprezzato la sua cordiale gentilezza, unita a una gioia di vivere contagiosa. Nella mattinata di oggi arriva la triste notizia della sua scomparsa, voglio dedicarle due righe, ripercorrendo quel nostro incontro.

È la mattina del 13 agosto, una di quelle mattine che rimangono impresse nella mente per l’intensità e la bellezza del loro ricordo. La signora Luisa Mandelli mi attendeva nella sua stanza, dove accolse i due visitatori “veneziani”, io e mio marito, che giungevano a lei per ricordare insieme un veneziano illustre: Tullio Serafin. Dopo le presentazioni di rito, iniziammo a parlare e, acceso il registratore, mi lascio coinvolgere dal fluire delle sue parole, parole che evocano La Scala e i grandi interpreti dell’epoca d’oro della lirica, insieme a dettagli che solo un’addetta ai lavori come lei può conoscere e far comprendere appieno. I coprotagonisti del racconto sono, tra gli altri, Maria Callas, Giuseppe Di Stefano, Antonietta Stella, Tito Gobbi, Luchino Visconti… Solo a citarne i nomi c’è da sentirsi in soggezione. Focalizziamo poi in particolare l’attenzione sulle sue due collaborazioni con Tullio Serafin, ossia le incisioni di Rigoletto e della Traviata del ’55. E su queste due produzioni non mancano i particolari nel suo racconto, dati con estrema franchezza e precisione, tutte informazioni delle quali proprio in questi giorni sto ultimando la trascrizione in vista della nuova edizione del mio saggio su Serafin, in libreria nell’autunno. Ricordo dopo ricordo, la mattinata vola via, si parla anche del presente, del mondo dell’opera e in particolare della Scala, e del futuro, dei progetti che lei ha di venire a Venezia, alla Fenice, per Macbeth. “Ho già i biglietti – mi dice, precisando la data della rappresentazione, il prezzo e il posto esatto – verrò a trovarla a Rottanova, la patria del M° Serafin, la chiamo io quanto so tutti i dettagli”.

Le lascio una delle ultime copie del saggio Tullio Serafin, il custode del bel canto (Armelin Musica, 2014) e anche dell’ultimissima pubblicazione che io e l’illustratore Piero Sandano abbiamo dedicato al grande maestro (Cinque lire per un biglietto. Tullio Serafin, la musica e l’incanto – Apogeo Editore, 2018). Lei mi dona una dedica su di un’immagine che la ritrae in scena con Maria Callas, nella storica Traviata alla Scala della stagione 1954/’55. Poi, non senza aver visitato con lei come guida tutta Casa Verdi, compresa la chiesa che mi confida con orgoglio essere il “suo regno”, ci salutiamo con un abbraccio e con la promessa di sentirci quanto prima.

Luisa Mandelli è Annina nella Traviata diretta da Visconti alla Scala con protagonista Maria Callas (Archivio Storico Scala di Milano).

La promessa è presto mantenuta, la sera stessa mi chiama, dicendomi di aver letto tutto d’un fiato il mio saggio di averlo trovato “interessantissimo e di rara precisione” mentre “estremamente piacevole e benfatta” le era sembrata la pubblicazione illustrata. Il giorno dopo la richiamo io, per ringraziarla nuovamente della sua gentilezza. Ancora una promessa: “Verrò una domenica a trovarla, molto presto, mi faccio portare in auto –mi dice – il tempo di organizzarmi e le telefono. Mi piacerebbe fare insieme qualcosa per ricordare delle mie amiche cantanti, grandi interpreti, di cui non si parla mai”. Le dico che ne sarei felice e che l’aspetto a Rottanova. Poi ci salutiamo, l’ultima parola che le dico è “Grazie”, che rinnovo oggi.

 

 

In copertina: Luisa Mandelli alla Scala nell’opera La fiamma di Respighi nel 1955 – foto di Erio Piccaglini (Archivio Storico Teatro Alla Scala) 

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