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Fellini, Rossellini e i protagonisti di Paisà

Nel numero di REM in edicola tra pochi giorni, Vainer Tugnolo racconta la genesi, poco conosciuta, del film “Paisà”. Un’anticipazione dal suo blog. 

La genesi di un capolavoro come “Paisà”, così importante per il nostro territorio e per la storia del cinema in generale, riveste i connotati di una grande avventura che merita di essere raccontata: partendo dai personaggi che ne sono stati protagonisti fino alle modalità attraverso le quali il film ha visto la luce.

Sergio Amidei, Klaus Mann, figlio di Thomas, Roberto Rossellini e Federico Fellini ne sono alcuni fra i principali protagonisti. Racconteremo nel prossimo numero di REM come, nonostante gli ostacoli e le crescenti difficoltà, si sia arrivati al traguardo di questo affascinante percorso.

Per Fellini, in particolare, che aveva collaborato alla sceneggiatura e poi alla realizzazione del film, l’avventura di Paisà rappresenta un doppio incontro: quello con il Neorealismo e quello con il Delta del Po.

Abbiamo cercato a lungo, e finalmente trovato, le uniche testimonianze di questa esperienza tratte direttamente dalle parole del grande regista romagnolo: ecco pertanto alcuni dei concetti espressi da Fellini che si ritroveranno per intero nell’articolo:

Durante gli spostamenti “non si vedeva niente: solo una lingua di terra che se ne andava. Quello che si allontanava era un paesaggio che non esisteva”. Ma “Rossellini si muoveva tra questa gente come una specie di papà Natale. Generoso sul serio, distribuiva soldi, cibo, fece venire delle coperte. Roberto è uno di quelli che parlano subito il dialetto del luogo”.

“Quando s’andava in proiezione a vedere le cose girate, si scopriva che aveva seguito un preciso discorso, soltanto suo, secco, senza frange, da vero cronista. In realtà il Neorealismo è Rossellini”.


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