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sadducei

I FARISEI 2.0

 

“Diritti acquisiti”, espressione quanto mai ambigua che oggi viene utilizzata in modo disonesto e addirittura paventando una pretesa “incostituzionalità” dei tentativi di eliminare privilegi inaccettabili. Ho sempre creduto che i diritti fondamentali si acquisissero per nascita. Del resto è quanto indirettamente sostiene il governo ed è quanto condividono gran parte dei parlamentari, se sono così tenacemente impegnati a promuovere lo jus soli: la nascita fa acquisire il diritto. Allora qualcuno ci deve spiegare per quale motivo ci siano enormi disparità nei diritti dei cittadini che lavorano, mi spiego meglio: il fatto che alcuni godano di enormi privilegi in tema di previdenza e trattamento pensionistico crea una sperequazione che può esistere solo si accetta e si legittima l’idea che i meno fortunati hanno meno diritti, non si tratta di poca cosa: significa che mentre la maggior parte dei cittadini matura il diritto alla pensione dopo una lunghissima vita lavorativa, ad altri basta poco, addirittura qualche giorno, e il “diritto” matura in età molto più giovane rispetto agli altri. Anche i parametri di calcolo sono diversi e questo comporta inaccettabili disparità nella qualità della vita delle persone, nella loro salute, nell’accessibilità ai servizi di base. Che poi vengano secretati i dati relativi ai versamenti contributivi di persone che svolgono una funzione pubblica e che sono pagati dai cittadini è un’altra cosa che fatico a capire, non c’è spiegazione se non nel fatto che evidentemente abbiamo diritti diversi. La situazione diventa grottesca se pensiamo che il trattamento pensionistico di alcuni è trasmissibile agli eredi, ai figli, in contrasto con quanto avviene per gli altri cittadini. Perché evidentemente ci sono diritti che si acquisiscono per nascita, ma se si nasce da “certi genitori” è meglio. Ora chiediamoci cosa ci sia in realtà di più incostituzionale di trattare in modo così diverso i cittadini, come se il lavoro di alcuni valesse di più del lavoro di altri visto che vengono applicati criteri di calcolo palesemente vantaggiosi per alcuni. Ritengo osceno che personaggi come la presidente Boldrini si formalizzino su discutibili aspetti procedurali del funzionamento della Camera ma accettino con serenità la sussistenza di sperequazioni sostanziali di ben altra portata e molto sentite dai cittadini. Del resto questo atteggiamento era emerso sin dall’inizio della sua infausta reggenza; quando si stracciò le vesti per le inaccettabili espressioni “fuori i ladri dal parlamento”, accettando tuttavia di buon grado che i ladri vi rimanessero. Maria Antonietta faticava a capire il furore rivoluzionario dei sanculotti, la storia le ha dato torto.

 

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