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I rinoceronti di Dürer e Li-Jen Shih a Bassano del Grappa

Palazzo Sturm, finalmente restaurato in tutte le sue parti, propone fino al 30 settembre 2019 la mostra “Albrecht Dürer, La collezione Remondini”, a cura di Chiara Casarin, che per la prima volta presenta in modo integrale, il tesoro grafico del celebre artista di Norimberga (1471- 1528), patrimonio delle raccolte museali bassanesi.

Un corpus di 214 incisioni delle 260 di Durer, di cui 123 xilografie e 91 calcografie che per ampiezza e qualità, è classificato, con quello conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna, il più importante e completo al mondo.

La città di Bassano del Grappa ha scelto questo straordinario omaggio al genio di Dürer per celebrare la riapertura di Palazzo Sturm, a conclusione dell’ultima campagna di restauro che ha integralmente restituito alle visite il magnifico gioiello di architettura e arte, che ospita il Museo dell’Incisione Remondini contenente le creazioni della mitica dinastia di stampatori bassanesi, specializzati in raffinate edizioni e in stampe popolari che, tra ‘600 e ‘700, hanno saputo diffondere in tutto il mondo.

I Remondini furono anche attenti collezionisti d’arte, infatti nelle loro importantissime raccolte, oggi patrimonio dei Civici Musei, si trovano ben 8500 opere di grafica tra le quali spiccano i nomi dei grandi maestri europei del Rinascimento e dell’epoca moderna.

Dürer inizia la sua carriera come incisore di legni (xilografie) nel 1496, dal 1512 al 1519 lavora per l’imperatore Massimiliano I per il quale realizza “L’Arco di trionfo e La processione trionfale”, quest’ultimo nelle collezione di Bassano del Grappa. Molto probabilmente passò per la città sul Brenta. Lo si vede nei paesaggi e nelle vedute di sfondo di opere come “La Grande Fortuna”.

I temi trattati da Dürer sono mitologici, religiosi, popolari, naturalistici, ritratti, paesaggi e nelle collezioni bassanesi sono incluse le serie complete “dell’Apocalisse, della Grande Passione, della Piccola Passione e della Vita di Maria”.

 Da un punto di vista tecnico i dettagli delle incisioni su rame del maestro tedesco sono inimitabili, e le opere sono conservate in teche di vetro che sono delle piccole architetture, contenitori molto tecnologici per controllare il grado di umidità ed il sistema di illuminazione che si attiva solo quando una persona è davanti alla vetrina.

Per l’imperatore Massimiliano realizza anche una delle sue incisioni più popolari, il “Rinoceronte” perché nel maggio del 1515 un rinoceronte arrivò dalle colonie orientali a Lisbona in dono all’imperatore Massimiliano I.

L’esotico animale avrebbe dovuto raggiungere anche Roma per essere ammirato da Papa Leone X, ma la nave affondò davanti alle coste della Liguria ed il rinoceronte trattenuto a bordo da forti catene, non riuscì a salvarsi.

Intorno a questa famosissima opera, Chiara Casarin ha voluto offrire ai visitatori della mostra un focus che, da un lato rievoca la vicenda e dall’altro percorre la fortuna che nei secoli ebbe quell’incisione. Il tema del Rinoceronte ha infatti affascinato molti artisti, da Raffaello a Stubbs, a Salvador Dalì sino a Li-Jen Shih, il cui “King Kong Rhino” è stato voluto a Bassano per testimoniare quanto ancor oggi quel soggetto e l’insegnamento di Durer siano attuali e universali.

Li-Jen Shih, tra i massimi artisti contemporanei di Taiwan, lavora da quarant’anni sul tema del Rinoceronte. A Bassano, il suo King Kong Rhino, una grande scultura in acciaio del rinoceronte con la sua armatura, che emana un forte senso di resistenza, simbolo di giustizia e potere, sarà per l’intera durata della mostra di Dürer, esposto nel belvedere di Palazzo Sturm, e potrà riflettere i cambiamenti del cielo e dell’ambiente circostante.

“Albrecht Dürer. La collezione Remondini” è accompagnata da un video di raffinata qualità artistica che rivive l’atelier di Albrecht Dürer e illustra la tecnica dell’incisione e stampa utilizzate dall’artista e dai suoi artigiani.

Durer è l’esempio di un artista universale, rinascimentale, disegnatore, pittore, incisore, che con la grafica da solo trasforma l’arte.

La mostra è visitabile dal mercoledì al lunedì, chiuso il martedì dalle ore 10 alle 19; il biglietto di ingresso costa 7 €, quello ridotto: 5 €.

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