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Il girone degli accecati cattivi

Mi chiedo spesso, e non so rispondermi, il perché o almeno il senso di tutto il dolore che c’è nel mondo. E’ una sofferenza corale, un lamento muto eppure spaventosamente forte che non vogliamo ascoltare. Milioni di persone soffrono, soffrono fame, guerra… ma anche mancanza di libertà, sopraffazione. Uomini, donne e bambini che non possono esprimersi liberamente, che non possono scegliere la loro identità. E miliardi di animali, allevati in condizioni non accettabili, pesci e cetacei che soffocano intrappolati nelle reti, decine di specie meravigliose che si estinguono, saggi e pacifici elefanti decimati barbaramente per l’avorio, nobili tigri uccise per ricavare farmaci assolutamente inutili. Intere foreste azzerate per farne biscotti con cui iniziare le nostre giornate obese. E’ un elenco senza fine di atrocità che salgono al cielo in un pianto collettivo e nessun Dio le ascolta, perché è proprio quel Dio che abbiamo scelto a causare tutto questo: il profitto. E in un girone infernale dal quale nessun Caronte è disposto a farci uscire, siamo condannati alla cecità: siamo pronti a stracciarci le vesti per il male del passato, quello commesso “dagli altri” e fingiamo di non vedere quello di oggi, di cui siamo pienamente responsabili. Parliamo di Shoah, giustamente, commemoriamo le stragi, gli attentati, ma non ce la facciamo a rinunciare al coltan per il nuovo smartphone… c’è l’ultimo Samsung in offerta con il contratto a 1 € al mese.

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