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Il primo concerto dei Genesis in Italia

Nel 1972 i Genesis non erano ancora la band che avrebbe riempito gli stadi negli anni Ottanta e infine portato centomila persone al Circo Massimo di Roma, in una delle date del tour con cui si è accomiatata (probabilmente per sempre) dai fans dodici anni fa.

Nei primi anni Settanta, invece, la band inglese era quasi ignorata nel Regno Unito, mentre aveva ottenuto un certo successo in Belgio e soprattutto in Italia. E proprio nel Belpaese, nel 1972, inizia un tour importante per la band, che parte proprio da Adria.

Del mitico concerto dei Genesis ad Adria si occupa una ricostruzione scritta dalla penna di Marco e Michele Barbujani, nel numero della rivista REM in edicola a giugno.

Per la verità, per molti anni la vicenda del concerto adriese del quintetto rock, allora poco più che ventenni, è stata tramandata quasi come una leggenda urbana, quanto meno finché la data non è stata provata dai registri dell’hotel Stella d’Italia, in cui avevano alloggiato Tony Banks, Mike Rutherford, Steve Hackett, Phil Collins, Peter Gabriel e l’inseparabile road manager Richard Macphail.

La data è quella del 6 aprile 1972. Peccato che di quell’esibizione, aperta dalla band italiana Odissea, non esista alcuna registrazione. La scaletta si può, però, intuire dal tipico repertorio di quella tournée, composto da brani di “Nursery Cryme” (“The fountain of Salmacis”, “The Musical Box” e “The Return Of The Giant Hogweed”), altri che avrebbero trovato posto a breve in “Foxtrot” (“Can-Utility And The Coastliners”), l’ormai rodata “The Knife” dal secondo album e altri extra come “Happy the man” e “Twilight alehouse”.

L’articolo su REM ricostruisce il bizzarro modo in cui i Genesis arrivarono a suonare in Polesine, la loro giornata trascorsa ad Adria, le testimonianze di Macphail e altri protagonisti di quella serata. Con un auspicio: che prima o poi salti fuori un vecchio nastro, anche di pessima qualità, che consenta di riascoltare quel concerto epocale.

Il 9 aprile i Genesis si esibirono a Verona, per poi spostarsi a Pavia e a Roma. Durante quel tour, nacquero brani storici come “Watcher of the skies”, che avrebbe trovato posto su “Foxtrot”. Poco tempo dopo, Peter Gabriel avrebbe trovato finalmente il modo di far apparire la band sulle principali riviste di musica inglesi, apparendo a sorpresa sul palcoscenico con un abito da donna rosso e una maschera a muso di volpe.

Ma questa è un’altra storia. 

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