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Il sogno di Alessio è tinto di rosa

Alessio Greguoldo è il pescatore che ha portato nel Delta del Po la prima coltivazione di ostriche rosa.

“Un uomo di poche parole, ma dalle idee chiare”, come racconta Danilo Trombin, che ce lo fa conoscere nel nuovo numero di REM, in edicola e in libreria. Vi proponiamo un estratto di questo bel viaggio alla scoperta di un angolo del Delta del Po. 

Tutto nasce – racconta Greguoldo – nel corso di una cena: “Il direttore del Consorzio delle Cooperative dei Pescatori del Polesine, Gabriele Siviero, propose ai presenti di tentare la strada della produzione delle ostriche nel Delta del Po, io fui l’unico a cogliere l’opportunità e ad accettare la sfida“. (…)

Dopo aver accolto la proposta del direttore del Consorzio, Alessio incontra Florent Tarbouriech, rimanendone molto colpito. L’imprenditore francese racconta di come si possono allevare le ostriche e ritiene la Sacca molto adatta a questo tipo di allevamento. Si reca allora in Francia.

“Fu così che andai a visitare gli impianti di produzione francesi, e soprattutto che conobbi Flaurent Tarbouriech, l’inventore della tecnica di allevamento che impiego anche io oggi. Rimasi così affascinato dalla passione con cui Flaurent parlava delle sue ostriche, dall’amore che metteva nei suoi allevamenti, dalla luce che brillava nei suoi occhi, quando si parlava di ostriche, che quando tornai a casa non facevo altro che pensarci.

“Era il 2010. Così, quando tornai a casa, non facevo altro che pensare a queste ostriche, ma ero pessimista, pensavo che nelle nostre lagune non sarebbe stato possibile applicare quel metodo”.

Oggi, però, l’allevamento di Alessio funziona a pieno regime: “Riforniamo soprattutto ristoranti. Anche alcuni della zona dispongono del nostro prodotto. La produzione viene assorbita per il 90% dal mercato italiano, mentre per il restante 10% dal mercato francese.

“Si tratta – continua Alessio – di un impianto completamente ecologico, a zero emissioni, che si auto-sostiene in tutto e per tutto”.  
     

2 Responses to Il sogno di Alessio è tinto di rosa

  1. Manlio Padovan ha detto:

    Grazie di cuore per l’informazione.
    Ho letto anche l’articolo su REM.
    Sono un appassionato di bivalvi crudi: non si può immaginare quante cozze crude ho mangiato in gioventù, cioè fino a 50 anni fa, ad ogni occasione che mi si presentasse a motivo del fatto che mia madre era pugliese e i pugliesi questa abitudine ce l’hanno nel sangue: soprattutto cozze e ricci, questi quando si andava in Puglia, ma anche noci, e datteri, e ostriche, e cape ‘onghe, e tartufi.E che cene a base degli stessi bivalvi crudi mi facevo sul porto di Anzio dove andavo ogni sabato sera da Latina, dove lavoravo, e con la scusa che a Roma viveva quella signorina che oggi è mia moglie: lei, piemontese e quindi abituata a formaggio e lesso, scandalizzata dalla mia ingordigia.
    Per favore:
    1) si possono acquistare confezioni sigillate da 1 kg di ostriche dell’amico Alessio Greguoldo? Dove?
    2) Qual è il posto più vicino a Papozze?
    Grazie.

  2. Manlio Padovan ha detto:

    Aggiungo: qual è l’indirizzo di Alessio Greguoldo? Si può visitare l’azienda?

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