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Il vortice onirico e fantastico delle “Giostre” di Palazzo Roverella

Si è inaugurata il 23 marzo 2019 a Rovigo, a Palazzo Roverella la mostra “Giostre, proposta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi, a cura di Roberta Valtorta, con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura.

Completamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, questa mostra, sfaccettata e divertente, è anche pensosa, e vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino.

Il Polesine è da sempre terra di giostre e giostrai ed il termine giostra attribuibile al francese antico joste, o dal latino volgare iuxtare e dal latino juxta, cioè “porre vicino” indica più cose: esercizi cavallereschi medievali e rinascimentali, giochi popolari per cercare di colpire un bersaglio ed oggi una struttura girevole attrezzata per la gioia dei bambini, ed in senso più allargato i divertimenti del luna park.

A Bergantino vengono realizzate giostre destinate ai parchi di divertimento e agli spettacoli viaggianti di tutto il mondo, per questo la mostra si avvale della collaborazione con il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino, che indaga il passato di una grande tradizione e propone a Palazzo Roverella dei pezzi del proprio museo, rigorosamente restaurati e funzionanti.

La mostra legge il tema della giostra in chiave soprattutto sociale, affidandosi a grandi fotografi e a grandi artisti che l’hanno declinato nelle loro opere, infatti vengono proposte immagini di giostre grandi e piccole, così come sono state raffigurate soprattutto in fotografia, ma anche in pittura, grafica, nei numerosissimi giocattoli, nei modellini, fino ai carillon; inoltre sono esposti anche pezzi di antiche giostre come organetti e cavalli di legno.

La struttura della giostra è stata ampiamente rappresentata in mille forme di straordinari giocattoli meccanici per bambini, ma anche per adulti, dalle forme articolate e varie, come carillon, orologi e soprammobili, divenuti nel tempo oggetto di collezionismo.

L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra questi troviamo le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Bruce Davidson, Robert Doisneau, Eliot Erwitt, Izis, Mario Giacomelli, Paolo Monti, Willy Ronis, Lamberto Vitali, David Seymour.

Gli autori contemporanei presenti con le loro immagini sono:  Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, John Batho, René Burri, Stefano Cerio, Raymond Depardon, Luigi Ghirri, Paolo Gioli (famosissimo fotografo internazionale, nativo di Sarzano Rovigo), Guido Guidi, Jitka Hanzlovà, Guy Le Querrec, Raffaela Mariniello, unica donna presente in mostra, Bernard Plossu, Pietro Privitera, Francesco Radino, Ferdinando Scianna.

La mostra è arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche, tra cui Valerio Berruti, Paolo Ventura che nasce come fotografo, poi prepara i fondali per lo spettacolo Carousel, che fotografa e li dipinge e diventeranno davvero i fondali; Giacomo Balla con una veduta in notturna di un luna park a Parigi nel 1900, ancora prefuturista, di cui descrive l’atmosfera in una lettera che manda alla fidanzata; Massimo Campigli, Ernest Procter pittore inglese la cui opera  del 1927 qui esposta, rappresenta una giostra vista nel contesto della fiera, con una coppia che si bacia e lui è un marinaio e tante altri personaggi, come in una opera naif; inoltre  da manifesti di fiere di paese e sagre popolari.

Importante l’installazione dell’artista inglese contemporaneo Stephen Wilks “Donkey Roundabout”, presente durante la vernice stampa, che ha spiegato come la sua opera faccia parte di un progetto molto più ampio degli asini viaggiatori, in cui l’autore non ha una visione lineare del tempo, ma circolare.

Ogni asino di stoffa della giostra da lui costruita, porta un messaggio di speranza, lettere ed altro e questi asini diventano sempre più grossi, vengono messi ciascuno in una valigia e spediti ad un nuovo destinatario.

L’artista nel 1999 e 2000 ha posizionato delle macchine fotografiche negli asini, per avere una story telling dai nuovi proprietari delle valigie, che ora spediscono le foto fatte via web.

Gli asini hanno un significato simbolico legato al tema dell’esilio, alla classe povera, alla preveggenza, alla vanitas, alla kabala.

Una opera dell’artista è stata donata da lui alla Royal Accademy e venduta all’asta da Sotheby, perché c’è una filosofia anche in questo: l’artista non tiene per sé, i soldi vanno reinvestiti e l’arte gira.

Wilks mi ha detto che gira con la macchina fotografica, fa street  photography e si ispira dalla natura, come con i bruchi rappresentati in disegni e sculture; un personaggio davvero interessante!

E per finire il poetico e struggente cortometraggio di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, della durata di tredici minuti, vincitore del David di Donatello 2011, specchio della vita dei giostrai, popolo nomade, poco scolarizzato, eterno migrante su camion attrezzati appositamente e roulottes, che ora si rende conto dell’importanza dello studio per i propri figli e del saper usare macchine per il divertimento sempre più tecnologiche.

Non sono mai stata una grande amante delle giostre, sarà perché i miei mi portavano solo in chiesa e le giostre potevano essere un luogo di dannazione, però ricordo con piacere la rincorsa sugli autoscontri e la salita ed il combattimento sui dischi volanti: che divertimento, peccato che ci andassi poco e praticamente di nascosto, e forse per questo era così bello.

Con questa mostra si ritorna bambini, salendo metaforicamente sulle giostre, lasciandosi trasportare in un vortice onirico e fantastico.

La mostra è visitabile fino al 30 giugno con i seguenti orari: nei giorni feriali dalle ore 9 alle 19, il sabato e festivi dalle ore 9 alle 20. Il costo del biglietto è di 5 euro ed i bambini fino a cinque anni entrano gratis.

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