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In Accademia dei Concordi il ricordo di Guido Consigli

Ogni tanto accade a Rovigo un fatto inaspettato, un evento che porta luce e dà speranza ad una città particolarmente sonnecchiosa, per non dire apparentemente spenta.

Sto parlando della presentazione al pubblico della testa in bronzo del dottor Guido Consigli, opera di Virgilio Milani, donata all’Accademia dei Concordi da Domenico e Teresa Russo, dopo il fallimento della petizione al sindaco, firmata da illustri esponenti cittadini, per la titolazione di un luogo pubblico a nome del dottor Guido Consigli, nato e vissuto a Rovigo.

E’ una modalità nobile per dare riconoscimento e memoria ad un concittadino che ha operato con nobiltà d’animo, dedicando tutta la sua vita alla cura dei malati, specialmente di quelli più poveri.

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Consigli Guido, nacque (figlio unico) a Rovigo il 19 agosto 1903 da Attilio e Dirce Cavalieri, che abitavano almeno dal 1888, in via Borghetto 25/A nella casa del nonno Moisè. Attilio a sua volta era figlio di Moisè (n. a Rovigo 11 gennaio 1812 e morto il 24 luglio 1877) e di Bianchi Leonilda (seconda moglie, nata il 9 aprile 1840 e morta il 12 marzo 1900) di Giuseppe ed era nato a Rovigo il 21 settembre 1874. Era impiegato giudiziario.

Consigli sposò Anna Maria Gentili, figlia di Tullio e Tedeschi Enrica, nata a Verona il 19 settembre 1914. Avrà da lei due figli: Attilio Jekurtiel, nato il 31 agosto 1938 a Rovigo e Gabriele, nato a Rovigo il 6 maggio 1940.

Studiò al ginnasio-liceo di Rovigo diplomandosi nel 1921.  Si iscrive all’Università di Padova nell’anno accademico 1921-22, dove si  laurea in Medicina e Chirurgia il 4 luglio 1927 con 110/110 e lode e tesi su “La diagnosi medico legale  dell’adulterio”. Supera l’esame di stato  all’Università di Milano  nella sessione novembre-dicembre 1927 con 99/110. Si specializza quindi alla Sorbona in malattie polmonari.

Nello steso anno della laurea, ottiene il posto nell’Ospedale Civile di Rovigo. Sarà poi primario dell’Ospedale Civile di Lendinara e quindi del Dispensario TBC e Direttore delle Casse mutue.

Dopo vari rinvii per studio, viene riformato dal servizio militare perché giudicato “permanentemente inabile al servizio, per motivi oculistici”. Il 7 febbraio 1939 è collocato in congedo assoluto perché di “razza ebraica”.

Iscritto all’albo dei Medici il 12 ottobre 1929, viene cancellato dall’Ordine dal direttorio della Confederazione Fascista dei Professionisti il 29 gennaio 1940 perché appartenente alla razza ebraica, viene riammesso all’ordine alla caduta del fascismo.

Nel 1943 passò alla clandestinità , pare in seminario e non praticò mai nessuna vendetta nei confronti di fascisti cittadini e dei suoi oppressori. Nel 1945 il provvedimento viene annullato (8 ottobre) e contemporaneamente trasformato definitivamente in congedo illimitato.

Uomo e medico giusto e uguale con tutti tanto che il parroco di San Francesco, monsignor Pavan disse di lui “El più bon cristian de la me parochia el xe l’ebreo Consigli”. Muore a Rovigo l’1 febbraio 1960.

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Al di là delle sue eccellenti qualità di professionista, si distinse per la sua personalità, le doti culturali e per le sue grandi virtù morali ed “il suo grande cuore lo indusse a dare molto di più di quanto avesse ricevuto”. Ecco quindi il ricordo dell’avvocato Parenzo, referente della comunità ebraica di Padova, del professor Luigi Bagatin e del dottor Domenico Russo, che avendo avuto  la testa di Consigli in gesso, fatta da Virginio Milani, ha deciso di farne un calco in bronzo, non essendo andata in porto la petizione per intitolare a Consigli la piazzetta Soccorso, antistante il cimitero ebraico ed a pochi passi dalla sua antica abitazione, in via Verdi 35.

Il busto di Guido Consigli viene quindi donato all’Accademia dei Concordi, perché è il centro culturale più importante della città ed il dottore è stato socio accademico.

Guido Consigli e Virginio Milani erano amici e la scultura è nata da un libero slancio di amicizia; la testa in bronzo verrà posizionata nella sala studio e sarà un monito di lealtà, correttezza morale, cultura ed onestà per tanti giovani che da lì passeranno per prepararsi al loro futuro.

Grazie Domenico e Teresa!

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