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LA FINE DELL’INNOCENZA

Si sprecano i commenti sui risultati delle elezioni siciliane. Ma con un po’ di pazienza, calato il polverone mediatico, si riescono ad individuare gli elementi più significativi e sono due: da un lato l’atteggiamento di una parte rilevante della popolazione dell’isola cui nonostante tutto evidentemente sta bene che comandi la mafia e che la Sicilia continui a vivere di assistenzialismo e sprechi, dall’altro c’è la posizione del PD renziano che si autoassolve da ogni responsabilità e si ripromette di organizzare una sorta di armata Brancaleone pur di limitare i danni alle prossime politiche. Come dire “dobbiamo imitare i banditi, così avremo successo come loro”. A pensarci bene è proprio così, il PD di Renzi, della Boschi, dei camaleonti alla Romano, degli ineffabili come De Luca è identico alla Forza Italia di Silvio e Dell’Utri, ha solo un po’ meno “esperienza”. Questi sono i fatti e mi auguro che abbiano sulle persone perbene lo stesso effetto che hanno su di me: tra l’emetico ed il lassativo.

Sembra che ci siano parecchi siciliani che si impegnano per alimentare l’odio che alcuni connazionali nutrono verso i “terroni”: una sorta di alleanza al ribasso tra cretini. Ma sembra anche che al PD non freghi nulla se gli impresentabili, i corrotti e i corruttori, i condannati e i mafiosi governeranno l’isola per i prossimi anni. L’importante era non consegnare l’isola al M5S.

Non è che per caso, ragionando per assurdo, in fondo in fondo anche al PD la Sicilia va bene com’è? A pensarci bene l’avevano governata loro e non è che sia cambiata molto dagli anni di Lima e Ciancimino.

Se continua così alle prossime politiche vedremo il centrodetrasinistra alleato contro il Movimento… ci sarà un motivo?

 

 

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