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“La fotografia ha un futuro come scrittura del tempo”

Alle Stanze della Fotografia, fino al 18 febbraio 2018, si può visitare la mostra “Alla luce dello sperimentare” del fotografo bolognese Nino Migliori, anni 91, di una vivacità intellettuale e grafica straordinaria.Il Comune di Padova ha individuato nel piano nobile del Palazzo Angeli, in Prato della Valle, vicino al Museo del Precinema, una sede permanente per mostre dedicate proprio alla fotografia, ad ingresso gratuito con orario dalle ore 10 alle 18 tutti i giorni, tranne il martedì.

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L’esposizione è l’occasione per ripercorrere la carriera di questo grande fotografo, iniziata nel 1948 sui temi del realismo e caratterizzata da un continuo rinnovamento.

Considerato un vero architetto della visione, Migliori realizza un mondo iconico, imprevedibile, audace e variegato, che fornisce allo spettatore prospettive insolite ed originali sulla fotografia e non solo.

Nella prima sezione della mostra troviamo le sue sperimentazioni con fotografie in bianco e nero degli anni ’50, tra cui “Pirogrammi, Ossidazioni, Clichè-verres, Idrogrammi, Stenopeogrammi”, insieme ai lavori a colori “Polarigrammi e Lucigrafie” degli anni’60: grafica pura, non sembrano fotografie e mi portano ai progetti e disegni di Bruno Munari, alle Biennali anche contemporanee.
Denominatore comune è la ricerca sui materiali e sul linguaggio della fotografia, mediante la luce, la carta sensibile, lo sviluppo, il fissaggio, il tempo, il calore.

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Nella seconda sezione troviamo le opere più recenti dal 2006 in bianco e nero e a colori, legate al tema del paesaggio con i ksour, antichi granai di Tataoine (2013), regione della via carovaniera tra Tunisia e Libia, raffigurati in una sospensione temporale tra storia e mistero, oppure le sculture di A. Pomodoro trasformate in visioni di mondi alieni in cui Migliori offre interpretazioni oniriche e labirintiche, moltiplicazioni di spazi ed oggetti nella “Dimora dei grifoni e in Modernissimo”, rappresentazioni che rapiscono lo spettatore grazie alla suggestione delle forme e dei colori.

Buono il catalogo con testo critico di Marco Vallora ed ottime riproduzioni grafiche delle opere, Immedia Editore.

Quando ho chiesto al fotografo cosa pensasse di oggi, mi ha risposto dicendo che “la fotografia ha un futuro meraviglioso come scrittura del tempo” e poi mi ha baciato. Ecco qui un artista straordinario che ha anticipato una visione di fotografia in movimento ed ha saputo trasmettere grandi emozioni e può ancora insegnare molto.

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