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L’amore materno da Gaetano Previati a Umberto Boccioni

Il tema della maternità, in un momento nodale nell’arte italiana fra Otto e Novecento, è al centro della mostra “L’amore materno” alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni, proposta dal 7 dicembre 2018 al 10 marzo 2019, a Verona negli spazi della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti.

La mostra, curata da Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona, ed Aurora Scotti, è la testimonianza dell’importante e proficua collaborazione tra i musei veronesi e i Musei Civici di Milano, il Mart di Rovereto e il Banco BPM.

L’esposizione è la prima che la città di Verona dedica agli esordi del Divisionismo italiano, dopo l’importante mostra sul Divisionismo del 1970 a Milano, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di uno dei periodi più creativi della storia dell’arte del nostro Paese ed allo stesso tempo, restituire un contesto ed un fondamento critico di riferimento alle opere della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti legate a tale ambito figurativo, a partire da “S’avanza” di Angelo Morbelli, olio su tela del 1896, e l’opera molto raffinata “Gli amori delle anime” del 1898 di Angelo Dall’Oca Bianca, pittore veronese, grande artista poco conosciuto altrove, esposti nel percorso dedicato alla collezione civica.

Il fulcro della nuova esposizione è costituito dalla “Maternità” di Gaetano Previati, un capolavoro di grande formato (175,5 x412 cm) e fortemente evocativo, legato al tema “dell’amore materno” e proveniente dalle collezioni di Banco BPM, che ha reso disponibile, per la prima volta a Verona, il monumentale dipinto di Previati e alcune delle opere più significative, tra quelle che fanno parte del nostro patrimonio artistico.

Il dipinto esposto alla prima Triennale di Brera del 1891 suscitò un vivace dibattito oltre che sulla tecnica divisionista, anche sui possibili esiti simbolici della rappresentazione.

Il famoso artista-critico Vittore Grubicy, mentore del cenacolo artistico milanese durante il primo decennio del novecento, già attento sostenitore di Segantini, individuò nella tela di Previati, autore dei volumi “La tecnica della pittura ed I principi scientifici del Divisionismo”, il prototipo della pittura “ideista” e simbolista.

Aurora Scotti, altra curatrice della mostra ha spiegato come “la nuova tecnica divisionista elaborata da Previati nel monumentale dipinto, puntasse  sulla separazione delle pennellate, ma anziché tendere alla piena tersità luminosa mirasse ad agire sulla sensibilità dello spettatore, coinvolgendolo nella emozione psicologica dell’evento. A questo il maestro ferrarese si era preparato con un intenso esercizio su temi che sviluppavano la ‘pittura di affetti’ della Scapigliatura, al fine di evocare, attraverso il ductus stesso della pennellata, uno stato d’animo. Un cardine quindi della pittura di emozione e di sentimento, con un ampio spettro di riferimenti nella tradizione pittorica medioevale e moderna”.

Così scrisse Gaetano Previati della Maternità nel 1890: “Sono invischiato a rendere nella figura principale del quadro tutta l’intensità dell’amore materno… e in un renderlo partecipe del movimento delle altre figure del quadro, perché ne risulti un tutto omogeneo.”

Il percorso espositivo, costruito attorno al grande dipinto si apre con la fase scapigliata di Previati, e due sculture di Medardo Rosso, proponendo celebri capolavori; poi seguono una serie di opere divisioniste poste a confronto con l’imponente  maternità di Gaetano Previati, disegni e dipinti di  Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo ed infine Umberto Boccioni, con il dipinto “Nudo di spalle (Controluce), realizzato nel 1909, dedicato alla propria madre, capaci di restituire in maniera esemplare l’intensa stagione culturale che ha segnato il transito rivoluzionario della pittura italiana ottocentesca nella direzione europea dell’arte moderna d’avanguardia.

Medardo Rosso di cui qui abbiamo esposte le cere “Aetas Aurea” e  la cera “Ecce puer ha scritto il 29 luglio 1923 che: “L’emozione è un istante e balena e subito fugge e l’artista la segue e la chiama perché non se ne vada, come fa il bambino dietro la madre… L’arte è emozione, tutta emozione una e indivisibile”,

Da qui, la rigorosa selezione filologica di una quindicina di opere che mette in evidenza il confronto tra esiti e ricerche diverse contemporanee al maestro ferrarese, ma anche le ricadute e gli stimoli forniti da queste sperimentazioni alle avanguardie del primo Novecento.

Umberto Boccioni, in particolare, cercò un confronto diretto con Previati: la Maternità, esposta grazie al Banco BPM, rappresenta uno dei cardini del suo percorso critico come punto di riferimento in quel un puntiglioso programma di studio nella storia dell’arte che, dopo molteplici ricerche, lo portarono al Futurismo.

E’ noto che il giovane Boccioni nutrì una profonda ammirazione per Previati che considerava un faro illuminante nel suo ideale di rinnovamento dell’arte moderna nel ritratto anticonformista dell’anziana madre: un quadro che stabilì un punto di non ritorno verso l’imminente svolta futurista boccioniana.

Alla definizione del progetto legato al tema dell’amore materno hanno inoltre contribuito generosamente tutti i prestatori che hanno così reso possibile la realizzazione della mostra fra cui il Museo Segantini di Saint Motitz che ha concesso dei disegni.

“Amate e venerate la donna imperocché essa ci dà la vita e ci concede l’amore”: cosi scrisse Segantini nel gennaio 1896 ed in riferimento alla bellissima opera “L’amore alla fonte della vita” il pittore affermò l’11  ottobre dello stesso anno, che “essa rappresenta l’amore giocondo e spensierato della femmina, e l’amore pensoso del maschio, allacciati assieme dall’impulso naturale della giovinezza”.

Un riconoscimento particolare va ai Musei Civici di Milano, alle Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco, alla Galleria d’Arte Moderna di Milano e al Mart di Rovereto: istituzioni che hanno collaborato attivamente all’elaborazione dei contenuti del progetto scientifico partecipando anche all’ideazione di un piccolo circuito virtuale sul tema dell’amore materno itinerante tra le sedi di Verona, Rovereto e Milano, che il visitatore troverà segnalato nel catalogo e nei fogli di sala dedicati a “Le due madri” di Segantini, della Galleria d’Arte Moderna di Milano, e “all’Autoritratto con la madre” di Giorgio de Chirico, del Mart di Rovereto, per cui tali opere sono da considerare a pieno titolo parte dell’esposizione.

“La mostra, evidenzia Francesca Rossi, è arricchita da un contributo multimediale, un video esplicativo, ben fatto della durata di sei minuti, dedicato alle fasi di gestazione della Maternità di Previati.

Questa preziosa documentazione deriva dalla campagna di analisi scientifiche condotta con gli strumenti più avanzati delle nuove tecnologie presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze allo scopo di monitorare lo stato di conservazione dell’opera e di comprendere la singolarissima tecnica pittorica impiegata dall’artista”.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 18, il sabato, la domenica ed i giorni festivi dalle ore 11 alle 19 al costo del biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, cioè 4 euro, per cui la Maternità di Gaetano Previati merita davvero la visita, più le altre opere esposte e quelle della collezione permanente.

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