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MARTIRI

La lunga, straziante e controversa vicenda legata alla morte di Stefano Cucchi ha dato modo a personaggi come Giovanardi di dare il peggio di se e di farci capire quale sia il loro pensiero. Negare ossessivamente l’aiuto e la comprensione a chi si trova in una condizione di fragilità è un atteggiamento che ha due facce, entrambe inaccettabili. C’è il cinismo che si erge a giudice, a censore e non conosce la solidarietà e poi c’è la stolidità che rifiuta ciò che è diverso, che esprime libertà magari venata di trasgressione. Che Stefano Cucchi sia stato ammazzato di botte in una caserma dei carabinieri e poi lasciato a morire (così impara il bastardo) tra l’indifferenza dei medici è una tragedia che lascia sgomenti, ma non è poi così diversa da quella che ha visto Pamela Mastropietro, poco più che bambina, stuprata, uccisa e fatta a pezzi da una gang di spacciatori africani. Erano due persone fragili, avevano problemi di droga, ma vi sembrano motivi sufficienti per essere uccisi barbaramente? Da quando il disagio è una colpa? Qual è il grado di civiltà di un paese dove chi resta indietro e si stacca dal gruppo viene sbranato dalle iene, come una zebra azzoppata? E le migliaia di magliette rosse, i professionisti della bontà, come Saviano, come Laura Boldrini si pongono mai l’unica domanda che ci si dovrebbe porre? Vogliamo davvero accettare il paradigma secondo il quale la finanza, le banche e le multinazionali decidono della nostra vita? Se accettiamo il capitalismo automaticamente chiudiamo la porta a tutto ciò che non genera profitto. I mercati, queste nuove divinità astratte e vendicative come un Dio da vecchio testamento alle quali i sedicenti progressisti si prostrano compiacenti, non vogliono soggetti fragili, vogliono popolazioni di vincenti lobotomizzati con il sorriso stampato in faccia e la carta di credito in mano. I deboli costano, gli ospedali devono far fatturato e bilancio attivo, i pensionati è preferibile che muoiano, i ragazzi meglio siano precari, altro che art.18. Poi comunque per ubriacare gli imbecilli e pilotarli verso le finte battaglie basta far credere loro che l’importante è “genitore uno e genitore due”, o magari che nulla è più antidemocratico che chiamare qualcuno “presidente e non presidenta” se oltre al ruolo ha anche le tette. Non c’è nulla di più violento, inumano, cinico e crudele del neoliberismo, il credo dei burocrati UE.

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One Response to MARTIRI

  1. Manlio Padovan ha detto:

    “Finché si proclama come fonte di come norma sacra della come pilastro di religioni di Stato [o tradendo ad ogni piè sospinto il laicismo delle istituzioni: nota mia] un libro con, a star bassi, 50.000 varianti testuali (dunque in media 30 luoghi controversi a pagina!); il cui contenuto è pieno di contraddizioni e spesso oscuro…fino ad allora ci meritiamo i regimi e le situazioni che abbiamo” (Arno Schmidt Ateo?/ Altroché!)

    “La scienza deve farci conoscere ciò che non vediamo, la filosofia deve farci conoscere ciò che vediamo”. (Michel Foucault)
    Cioè la filosofia deve farci capire la situazione che viviamo, la realtà…altro che metafisica dell’irrazionale fantastico!
    E per finire, chiedo scusa ma ci vuole e spero ci stia:
    Sui cristiani e sul cristianesimo
    Il genere umano è uno sgorbio della evoluzione; i cristiani il frego più vistoso; i cattolici sono la macchia cieca della retina.
    A parte la chiara ipocrisia di taluni che lo sono per puro interesse personale: quelli che si chiamano i codardi per bene o gli atei devoti, i cristiani sono affezionati alla loro religione per evidente crassa ignoranza della loro Storia e della Storia del cristianesimo. Il loro libro fondamentale è una invenzione fantastica della chiesa che nasce da un lavoro di collazione nel secolo IV e.v. il cui processo di selezione si concluderà nel XVI secolo con il Concilio di Trento. La Bibbia è un testo diseducativo al massimo grado, presenta migliaia di varianti testuali cioè circa 30 luoghi controversi a pagina, è un catalogo di orrori e di rancori e di atti osceni, è la negazione dello spirito critico, è spesso oscuro e pieno di contraddizioni. L’ignoranza fu la base sulla quale si eresse il cristianesimo dato che Gesù di Nazareth non capiva né il greco né il romano che all’epoca erano le lingue in cui da centinaia d’anni ogni cultura, che fosse veramente cultura, poggiava. Egli non conosceva minimamente Omero e Platone, né Fidia né Eratostene che è oggi ricordato soprattutto per aver misurato per primo con ottima approssimazione le dimensioni della terra. Una ignoranza sulla quale si basò l’opera di proselitismo dell’apostata Paolo di Tarso, alla quale lui aggiunse la sua personale ignoranza arricchita di accesa misoginia e di spudorata ipocrisia. Una ignoranza che la chiesa ambisce a mantenere e che si guarda bene dal colmare potendo approfittare della stampa quotidiana che com’è noto è la puttana di ogni potere, come dell’informazione in generale. Così per i preti, che sono la minaccia reale per la comunità, è facile annullare nei giovani lo spirito critico ed ammansire gli altri con imposture varie.
    La Storia dei cristiani e la Storia del cristianesimo sono solo una unica Storia di infinite scelleratezze che loro chiamano “amore”.
    Il cristianesimo non risolse alcuno dei problemi della antichità, né volle farlo, a cominciare da quello della schiavitù; poi, soprattutto a partire dal IV secolo dell’evo volgare, cioè da quando la cristianità e il cristianesimo si fanno potere religioso e politico, quelle scelleratezze si diffondono con virulenza più unica che rara. Tra il IV ed il V secolo si pongono le basi di una intolleranza indiscutibile e crudele, di una criminalità efferata ben documentata e diffusissima, di un legame turpe col potere politico che porterà ad una corruzione negli affari pubblici che ben caratterizza ancora oggi l’Italia prigioniera del cattolicesimo. Superato quel periodo la cristianità, meglio: il cristianesimo, ebbe tutti per sé 1000 anni, dal 500 al 1500, in cui si sono governati la comunità e lo Stato con stupidaggini sesquipedali e porcherie di colossale empietà: tali da sbugiardare ogni possibile difesa di quel credo al quale, oggi come oggi, possono appartenere solo… coloro che hanno la Fede, come la chiamano loro, la quale, essendo “una menzogna più grande di una opinione” invita all’ignoranza e a farsi sepolcri imbiancati. “La chiesa cattolica è stata il centro di potere più astuto, raffinato, vorace, spietato e feroce della specie umana.”

    I fatti sono in numero infinito, e tra essi scelgo solo i seguenti per brevità:

    • la distruzione dei boschi sacri che fu l’inizio di un rapporto conflittuale con la natura; lo snaturamento dell’uomo: basti pensare alla sessuofobia; la imposizione generalizzata della misoginia paolina;
    • la distruzione di templi e di ogni altro elemento che potesse ricordare la paganità; comprese le opere d’arte di letteratura, teatro in primis, e le opere scientifiche: ciò che costrinse Galileo, Newton ecc. ecc. a ricominciare da zero con le ricerche: la distruzione delle opere di Democrito fu il più grande crimine alla cultura compiuto nell’antichità;
    • il furore intollerante verso tutto ciò e tutti coloro che non si dichiaravano cristiani; l’odio verso gli ebrei che getterà le basi ideologiche della soluzione finale perseguita dai nazisti;
    • lo scempio sul corpo di Ipazia da parte di seguaci del vescovo Cirillo, uno dei tanti matricolati criminali oggi ancora venerati come santi e considerati padri della chiesa; per giungere a tempi più vicini, a dimostrazione della continuità criminale, il trattamento riservato a Giordano Bruno: per citarne uno ed uno solo; il cruento assoggettamento cui la cristianità ha sottoposto interi popoli; lo sfruttamento spietato delle masse popolari;
    • le truffe in atti pubblici, per es. il fantomatico editto di Costantino del 313: pure costui fu cristiano e criminale;
    • nei 1000 anni che vanno dal 500 al 1500, l’indagine scientifica era un fior fiore di ricerca fondata su dibattiti sul sesso al quale sarebbero appartenuti gli angeli, su quale fosse stata la lingua con la quale il serpente si era rivolto ad Eva nell’Eden, su come si sarebbero riprodotti i primi uomini qualora non avessero peccato sessualmente, se l’uomo sarebbe vissuto in eterno qualora non avesse mangiato il frutto nell’Eden;
    • solo nel 1822 la chiesa permise la pubblicazione di libri che dimostrano il moto della terra;
    • nel periodo di potere della chiesa l’amministrazione della giustizia era fondata sulla Inquisizione: un procedimento giudiziario che si avvaleva della logica tutta pretesca per cui l’accusato era considerato colpevole in partenza e per avere le prove della sua colpevolezza si procedeva alla tortura con gesuitica gentilezza, con domenicana raffinatezza, con francescana amorevolezza e paolina goduria.
    Tutto questo, e tutto il resto, disturba ben poco le masse cristiane.

    17 ottobre 2018 Manlio Padovan

    Bibliografia: Karl Heinz Deschner Storia criminale del Cristianesimo ARiELE (tanti sono i crimini che ci sono voluti 10 volumi)
    Robin Lane Fox Pagani e cristiani Editori Laterza
    Concetto Marchesi Storia della letteratura latina Principato
    Jean Meslier Testamento di Jean Meslier (in internet)
    Georges Minois Storia dell’ateismo Editori riuniti
    Catherine Nixey In nome della croce/ La distruzione cristiana del mondo classico Bollati Boringhieri
    Michel Onfray Trattato di ateologia Fazi editore
    Marino Ruzzenenti «Preghiamo anche per i perfidi giudei»/ L’antisemitismo cattolico e la Shoah DeriveApprodi
    Arno Schmidt Ateo?: Altroché! (un capolavoro di 34 pagine) Ipermedium libri
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