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Monsieur Pétitwell: un genio senza importanza alla scoperta del Museo Archeologico

Partiamo da una certezza: il Museo Archeologico di Adria è da visitare. Ma se vi sbrigate e lo fate entro il 23 aprile, avrete la possibiltà di imbattervi in un ospite speciale “Monsieur Pétitwell”.

Chi è M. Pétitwell? E’ una figura virtuale, che sembra uscita da un film mentre passeggia, cade e costruisce tra i reperti archeologici. Il papà di Monsieur Pétiweell è l’artista francese Michel Massi, che ho avuto il piacere di incontrare nelle scorse settimane per un intervista.

Michel Massi è un artista multimediale francese di origini armene da parte di madre e italiane da parte di padre, insegna fotografia e video all’ Accademia di Toulon (ESAD TPM). E’ atterrato ad Adria per un gioco del caso, un gioco sicuramente a favore della cittadina di origine etrusca. Cinque anni fa ha partorito il suo alter ego virtuale, Monsieur Pètitwell, che insegue nelle sue esplorazioni aleatorie il progetto artistico di Massi, in cerca di movimenti irreali tra immagini reali.

L’artista desiderava  far visitare Venezia al suo pupillo e tra una difficoltà e l’altra, attraverso una campagna di crowdfunding è riuscito a finanziare il suo progetto “Monsieur Pétitwell l’Intrepido” in  quattro sedi prestigiose e affascinanti di Venezia: la Ca’ d’Oro, il Museo di Fisica Traversi presso il liceo Foscarini, il Casino’ Venier e un’antica ghiacciaia ai giardini del Boscolo Hotel.

Come il video ci mostra, il genio intrepido interagisce con i luoghi frammentandosi tra un piano e l’altro, riflettendosi con gli spettatori negli specchi del Casino’, arrampicandosi nei disegni di marmi nella facciata della Ca’d’Oro rivolta verso il Canal Grande.

Il Polo museale del Veneto visiona il progetto, ne capisce lo spessore artistico e lo appoggia. Ad una condizione: che Michel Massi porti le sue installazioni anche ad Adria. Ed è così che il nostro Museo Archeologico riceve il dono dei fans dell’artista che hanno partecipato al Crowdfunding, in un percorso di scoperta originale che ci è stato un po’ regalato da privati amanti dell’arte.

Al Museo di Adria Monsieur Pétitwell viene battezzato “Genio inutile”, ma con la curiosità che lo contraddistingue si muove nei reperti in nove installazione di micro-mapping. Costruisce una sedia Ikea in un’urna (che siano poi questi gli oggetti che ci porteremo nell’aldilà?), si deframmenta tra i frammenti, si lascia cadere in un vaso greco, cerca di srotolare una pergamena gigante tra i mosaici.

 

Parlando con Michel capisco che ci interessano due aspetti diversi di questo personaggio. Michel da fotografo è attentissimo all’immagine e allo spazio dell’immagine, alla sua realtà e allo stesso tempo alla sua finzione (forse da qui l’inutilità del genio). Io invece mi sono sentita rapita  dal gioco del tempo antico visitato da un contemporaneo così provvisorio e irreale.

La costruzione di una sedia Ikea nell’urna cineraria nella tomba di un bimbo di quattro anni, mi ha riportato alla mente una sorta di archetipo collettivo letto in chiave in moderna. La volontà di portare nell’aldilà le nostre comodità terrene oggi in chiave consumistica …

Mi piace giocare e cambiare regole e scala delle cose. Iniziare  una storia che incentivi il visitatore a godere del racconto e a ragionare sul suo progredire.

Lavoro con video-installazioni,  approfittando della mia creatura “Monsieur Pétitwell”,  per esplorare spazi ed oggetti, mentre la luce diventa immagine e l’ immagine diventa solamente luce.

Monsieur Pétitwell è come un segno e un corpo presente nello spazio museale, come uno stencil in movimento che ci risulta familiare. È una figura umana che si mescola, si avvicina, si allontana, ingrandisce e si fa piccola in confronto alla grandiosità dei reperti millenari esposti nel museo. Ha la definizione di un sogno o di una fantasia e, pertanto, non ha limiti né discontinuità con l’ambiente nel quale appare, si ferma, si muove e agisce furtivamente.

L’estraniamento dei gesti di Pétitwell “Genio senza importanza” volti ad esistere (o a co-esistere) hic et nunc, qui e adesso, vuole essere una riflessione sulla percezione dello spazio, sulla stratificazione e sul flusso delle immagini, delle forme, dei simboli che scivolano gli uni sugli altri e all’interno dei quali noi siamo naturalmente immersi.

Alla presenza dei visitatori e di reperti venerandi, Pétitwell gioca con quelle entità enigmatiche che sono la luce, le immagini e gli oggetti e si intestardisce a dare la caccia alla “realtà” in una relazione intima e attenta con l’ambiente in cui si immerge.”

La Direttrice del Museo Dott.ssa Alberta Facchi descrive così il suo personale incontro con Monsieur Pétitwell:

“Fino all’inaugurazione della mostra, io non sapevo esattamente quali vetrine Michel Massi avesse scelto per le installazioni, né le avevo mai viste. L’inaugurazione è stata anche per me un momento di sorpresa, che ha stimolato una riflessione ancora più profonda di quella che mi avrebbe procurato la conoscenza in anteprima. Nel nostro lavoro di archeologi noi siamo consapevoli del fatto che stiamo scavando e ritrovando cose che sono state costruite, usate e abbandonate da persone. Degli esseri umani, nei contesti archeologici, noi percepiamo sempre il peso dell’assenza. Per dirla con le parole di E. Giannichedda, il cui libro Quasi giallo verrà presentato in museo il 23 marzo p.v., i contesti archeologici talvolta “si configurano come scene teatrali abbandonate a cui occorre ridare vita, delle realtà abbandonate”. E forse è per quello che, con accanimento, non ci limitiamo a scavare, restaurare ed esporre nei musei, ma cerchiamo di costruire storie, di costruire la Storia.
Cosa è riuscito a fare Michel Massi con la sua arte nel nostro museo? Ha colmato un’assenza. Ha colmato la percezione di un’assenza: l’uomo che interagisce con le cose.
E l’averlo fatto in modo artistico, con un piccolo personaggio gentile, di luce, per lo più silenzioso, consente alla nostra immaginazione di archeologi “addetti ai lavori”, di ripensare a gesti antichi. Gesti di uomini e donne che costruivano, decoravano, trasportavano, usavano, rompevano, riutilizzavano, buttavano via. E ai gesti moderni di chi in scavo si aggira, osserva, prende nota, cerca di capire, cerca di porre domande. Il piccolo Pétitwell presso la Tomba della Biga in museo è un po’ come un archeologo che insegue il fantasma dell’evidenza. E’ un po’ tutti noi.
Un grande regalo, davvero.”

Ma Michel Massi ha anche un interessante passato artistico da scoprire. Mi racconta del nonno armeno che scattava foto di strada, del suo lavoro di fotografo d’agenzia per Libération, dei suoi progetti precedenti.  Vi invito a scoprirli nel suo www.michelmassi.com e a seguire i suoi progetti alla pagina www.facebook.com/michel.massi.12

 

La conversazione con Michell è stata stimolante e molto piacevole, torno a casa con la netta sensazione che Adria abbia ricevuto un bellissimo regalo. Sono convinta che un museo nazionale con una collezione permanente come quella del Museo Archeologico debba essere visto e rivisto soprattutto da chi ne ha la comodità della vicinanza. Certo è che renderlo accattivante, originale e interessante con visite di arte contemporanea gentili come questa, ne aumenta notevolmente le potenzialità.

A corollario dell’evento espositivo sono stati organizzate visite guidate e laboratori per le scuole. Di seguito i prossimi eventi che completeranno il progetto:

– Ogni sabato pomeriggio, alle ore 16.00 e alle ore 17.30: “Il Museo racconta il Museo”, visite accompagnate a partenza aggregata alle esposizioni archeologiche e alle video installazioni di Michel Massi, a cura del personale del museo e dei volontari del Servizio Civile Nazionale.

– Giovedì 29 marzo, alle ore 17.00. Inaugurazione presso il Museo archeologico nazionale di Adria di “Le Illusioni di un genio di carta”, elaborati artistici con tecnica mista di Andrea Piva e con illustrazione grafica di Matteo Tosin ispirati alle installazioni video “Monsieur Pétitwell. Un genio senza importanza”.
Due giovani artisti adriesi, Andrea Piva e Matteo Tosin ispirati dalle opere di Michel Massi con il quale hanno instaurato un proficuo dialogo artistico, ripropongono il personaggio Monsieur Pétitwell “su carta” con tecniche miste e illustrazione grafica. Poste al termine del percorso espositivo, le tavole rimarranno esposte dal 29 marzo fino alla conclusione della mostra dell’artista francese, il 23 aprile.

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