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Nausicaa Bianchi: I think Jesus was feminist

Si è appena chiuso il Festival Internazionale di Fotogiornalismo a Padova, c’è stata la premiazione dell’importante Premio Voglino, ma non posso non parlare di Giulia Nausicaa Bianchi, che ho conosciuto durante un suo workshop alcuni anni fa a Villa Badoer a Fratta Polesine.

La fotografa milanese ha esposto alle Scuderie di Palazzo Moroni a Padova, la bella mostra “Ordination – I Think Jesus was a Feminist”, in cui descrive la vita delle donne cattoliche suore e sacerdotesse negli Stati Uniti.

All’interno della Chiesa Cattolica il sacerdozio femminile è severamente vietato; tuttavia dal 2002 centinaia di suore e teologhe si sono mosse e sono state ordinate illecitamente, prima su una barca su un fiume per non essere controllate, naturalmente da vescovi poi scomunicati, costituendo un movimento mondiale chiamato RCWP.

Il progetto durato molti anni, offre una narrazione contro gli stereotipi, indagando sulla complessità dei soggetti e su cosa abbia interagito nella loro comprensione del mondo.

In un momento di profondi cambiamenti è importante vedere che aspetto abbia la spiritualità femminile, il tipo di comunità che la leadership delle donne possa creare.

Nausicaa Bianchi voleva guardare alla storia delle donne, alle attiviste politiche femministe; era in America per lavoro e lì in Illinois ha letto un articolo di una ex suora che voleva essere una donna nel mondo e così decise di iniziare il progetto su queste donne suore, usate dalla Chiesa, violentate da collaboratori o sacerdoti, o aggredite psicologicamente, non libere di por vivere il sacerdozio ed eventualmente il loro amore tra religiose.

Poiché Gesù era di sesso maschile e così i suoi dodici apostoli, anche i suoi successori preti e vescovi devono essere maschi, quindi il sacerdozio è solo maschile: si preferiscono i sacerdoti sposati alle donne preti e si arriverà al matrimonio per carenza delle vocazioni; infatti i preti sposati sono già andati in udienza dal Papa, lo chiederà anche il Sinodo del Brasile.

Nel 2016 sono stati affissi cento poster attorno al Comune di Roma e per questo motivo le donne sacerdoti sono state arrestate, sono state portate via, ma sono riuscite a consegnare un plico per l’attuale Pontefice.

Per Nausicaa la Chiesa è spaccata in due ed il Papa risponde che sono i fedeli che devono chiedere i cambiamenti; quindi lo scopo di questa mostra è fare pensare e se molte persone sono confuse vedendo queste immagini strane, sono scatti appositamente pensati per provocare, scuotere gli animi.

Ogni suora è fotografata sul proprio letto, perché la donna non è piena di peccato e la scelta di immortalarla nella sua casa, proprio così, è per vederla nella sua intimità.

In Italia la figura delle donne nel sacerdozio è rappresentata solo dalle pastore protestanti che predicano dal pulpito, celebrano l’eucarestia, sono mogli e madri e sono il volto femminile del cristianesimo, assente nella Chiesa cattolica.

Una pastora valdese o luterana sa accogliere i divorziati o i gay che si sentono esclusi dal cattolicesimo, forse con più sensibilità del suo collega sacerdote.

Nel 1994 Giovanni Paolo II ha dichiarato il sacerdozio solo al maschile una dottrina definitiva, cioè non più modificabile, mentre ora Papa Francesco pur rispettando la decisione, non condivide la discriminazione nei confronti delle donne, per cui ha nominato varie religiose o laiche in posti chiave in Vaticano, ed è aperto alla possibilità di ordinare diaconesse, un ruolo esistente nella Chiesa dei primi secoli, poi sparito.

E Nausicaa Bianchi con il suo volto angelico, sognante, senza trucco, molto giovanile, da brava bambina al fioretto, ha dato un giro di giostra notevole nelle comunità ecclesiastiche femminili in Italia e America, rendendoci partecipi di una realtà a molti sconosciuta, ma davvero importante.

Grazie Giulia Nausicaa Bianchi!

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