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Nel favoloso mondo di Nicol

Ho conosciuto Nicol Ranci come fotografa per la sua esperienza in una comunità di recupero per la tossicodipendenza ed il disagio mentale, ma non sapevo che le lunghe ore di veglia notturna potessero essere la fucina di una mente creativa ed una matita in azione.

Entrare nella casa di Nicol è come essere Alice nel paese delle meraviglie perché sei circondata da scritte e colori sui muri, quadri e tanti disegni, piccole miniature di omini e donnine retrò, non in modo naif perché sarebbe solo stucchevole, ma disegni vivi che hanno una narrazione, una loro storia intrinseca.

Nicol è una bella signora con il viso ed il sorriso di Audrey Tautou, l’attrice de “Il  favoloso mondo di Amelie”; originaria di Vescovana ora vive ad Este e lì crea i suoi fantastici personaggi onirici.

Forte di una laurea a Bologna in Storia dell’Arte Medievale e Moderna, l’artista ha curato laboratori artistici per disabili mentali, in una esperienza di grande arricchimento personale e mentre era in servizio di notte, nei momenti fermi quando i ragazzi dormivano, sono nati “I personaggetti”, piccoli animali o figure che si muovono e creano la loro storia.

Nicol la realizza adesso in brevi filmati con la tecnica “stop motion”, creando le ante sceniche con due vecchi scuri dipinti, un tavolino in legno dove muovere gli oggetti e la macchina fotografica con il cavalletto a scena fissa, con tre ore di scatti per 20 secondi di cortometraggio.

L’artista ha sempre amato il disegno, la storia del disegno, Giorgio Vasari e Giovanni Bellini, perché nel disegno ci sei tu ed un artista si sente molto rappresentato e Nicol ha sempre privilegiato il disegno ed ora lo fa sulla carta di recupero, vecchia carta da salumiere assemblata, creando “Piedipinna” donnina prima con entrambi i piedi palmati, poi con uno solo.

La carta poi viene arrotolata, accartocciata e poi riaperta, e questi figurini che mi ricordano i vestitini di carta per le bambole di una volta, o la carta per i modelli da sarta, sono colorati con acquerello in pennarello: in primis in modo istintivo, poi è seguita una narrazione, un racconto con una duplice lettura che ha una dimensione estetica ma anche una chiave analitica, in modo ironico a volte dissacrante.

Alla fine pennellate di olio di oliva che dà questo effetto retrò, perché impasta i colori e sgretola l’inchiostro  creando uno story telling.

E poi “Pievmavio” un simpatico omino che in 333 biglietti piegati, con lo stesso numero di disegni all’interno, mostra 333 piccoli racconti straordinariamente “novmali” di sé, che saranno presto esposti allo Spazio Nadir, Contrà Santa Caterina, 20 a Vicenza.

Nicol ha avuto a che fare col colore fin da bambina perché il padre faceva il carrozziere e c’erano sempre barattoli di colore in casa e questa passione artistica è continuata con gli studi, poi con la pittura ad olio di paesaggi, ritratti, figurativo, poi le incisioni su rame di Piedipinna e la punta secca, le incisioni su linoleum, la partecipazione a numerosi concorsi, vincendo premi e anche esposizioni.

Inoltre dopo l’incontro con Mario Lasalandra ed il “Magico Carnevale” a San Felice sul Panaro, Nicol ha dato una evoluzione ed una sua impronta per anni a Vescovana e poi a Pernumia creando nel 2018 l’evento “Alfabeto, la consuetudine delle buone abitudini” con cinquanta figuranti col cerone bianco, i guanti bianchi, il fumo e la presenza di novanta fotografi, costruendo un copione su temi universali, attenta alla recitazione, pensando ad una regia surreale, onirica, diversa dalle solite cose già viste, cambiando i contenuti, dando una impronta gioiosa pur affrontando tematiche impegnative.

Nicol ha lasciato da poco il lavoro in ambito sociale per dedicarsi completamente all’arte, perché non era concentrata, si sentiva limitata dagli orari, ed ora può essere molto più creativa dipingendo anche sulla stoffa, portando così i suoi piccoli personaggi in giro.

Il sogno nel cassetto di questa giovane artista è quello di aprire una piccola locanda per coniugare il far da mangiare, altra sua grande passione con l’arte, e sono convinta che ci riuscirà perché è una ragazza determinata, che crede in quello che fa, senza compromessi.

Si ha bisogno di ragazzi cosi, che vivono con coerenza, sapendo che di arte non si mangia, eppure vanno avanti ugualmente perché l’essere umano ha la consapevolezza del bene o del male, e la ricerca della verità è aperta ed il proprio percorso stabilito, con uno sguardo contemporaneo alla storia ed alla realtà che ti si pone davanti.

Ciao “Piedipinna e Pievmavio”: siete dei buoni compagni di viaggio in questo dialogo tra me e l’arte, in questo dialogo non parlato fatto di visioni, di ricordi che sembrano sfocati, in cui le emozioni ed i sentimenti vengono messi a nudo, con eleganza, femminilità, intimità, sofferenza o magica atmosfera e tanto altro ancora.

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