Kaukokaipuu, nostalgia per un luogo mai visto
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Kaukokaipuu, nostalgia per un luogo mai visto

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Kaukokaipuu, nostalgia per un luogo mai visto

La nostalgia è una sensazione che tutti abbiamo provato nella vita e possiamo richiamare alla memoria; più difficile è tentare di tradurla a parole. Potremmo descriverla come un desiderio per le cose passate o lontane da noi, il quale ci sprofonda in una dimensione di ricordi dolceamari che allo stesso tempo ci offrono conforto e malinconia.

Le prime descrizioni della nostalgia vengono fatte risalire ad una dissertazione scritta dallo studente di medicina Johannes Hofer nel 1688, il quale si interessò agli episodi di malessere che colpivano le persone lontano da casa. A quei tempi la nostalgia veniva considerata una vera e propria malattia, con conseguenze addirittura mortali. Al contrario, oggi è considerata un’emozione utile al nostro benessere; è dimostrato da diversi studi che indulgere ogni tanto in ricordi nostalgici può restituirci una maggiore serenità.

Ho iniziato questo articolo descrivendo la nostalgia perché è l’emozione che fa da sfondo all’esperienza del kaukokaipuu, parola finlandese che esprime il senso di mancanza e desiderio nei confronti di luoghi in cui non siamo mai stati. Il termine deriva da kauko (lontano) e kaipuu (voglia o brama).

Com’è possibile provare nostalgia per un luogo che non abbiamo mai visitato?

La causa potrebbe nascere dal bisogno di evadere momentaneamente dal presente per lasciare correre l’immaginazione e dimenticarsi per qualche istante i problemi della vita quotidiana. I luoghi del kaukokaipuu hanno spesso un alone di tranquillità priva di qualsivoglia aspetto negativo. Una sorta di luogo ideale in cui immaginare di poter vivere.

Un altro motivo può essere il senso di appartenenza che proviamo nei confronti di un dato luogo. Pur non avendolo visto di persona, abbiamo avuto modo di fantasticare su di esso attraverso film, racconti e libri. L’idea che ne emerge è che lì potremmo essere veramente noi stessi.

La nostalgia non riguarda solamente la dimensione spaziale, fatta di luoghi e distanze geografiche, ma anche quella temporale. Come possiamo essere nostalgici verso un luogo mai visitato, possiamo esserlo anche di un periodo in cui non abbiamo mai vissuto.

Questa seconda casistica viene definita sindrome dell’epoca d’oro (golden age syndrome). Il termine ha una connotazione in parte negativa poiché fa riferimento alla fallace convinzione che una data epoca sia meglio del presente in cui ci troviamo. Questo avviene perché abbiamo idealizzato tale periodo, selezionando solo le informazioni che confermano la nostra idea di epoca perfetta, ignorando selettivamente tutte le evidenze contrarie.

Che si tratti di un luogo o di un tempo, è sicuramente utile chiedersi: così è nella mia fantasia, ma com’è in realtà?

Concludo con una raccomandazione cinematografica. Se avete tempo guardate Midnight in Paris di Woody Allen. Vi accorgerete di quanto un’epoca a noi lontana possa essere seducente rispetto al presente in cui viviamo.