MENU

Non c’è pace per Parco Langer: ora arriva pure il metadonotto

Sarà un tubo del gas ad attraversare il parco Langer? Mentre sembra quanto meno congelata l’ipotesi di radere al suolo il bosco per completare il Passante Nord, sbuca un altro progetto nell’area verde ai margini della Commenda

Un progetto decisamente meno impattante della striscia di asfalto che avrebbe dovuto cancellare l’ex area del tiro a segno, ma che non poteva non preoccupare i comitati e le associazioni, che in questi anni hanno difeso il bosco dalle ruspe e l’hanno trasformato in uno spazio almeno parzialmente fruibile per i cittadini.

Il progetto è questo: la Snam, ossia la società che gestisce servizi di stoccaggio e trasporto di gas, intende realizzare un nuovo gasdotto, che si allaccerà al vicino distributore di metano di viale Porta Adige. In sostituzione della vecchia condotta, che attualmente percorre proprio viale Porta Adige, ne sarà creata una nuova, che dalla condotta vicino all’area di parco Langer si snoderà attraverso i campi, dietro le aree edificate, per quasi due chilometri, fino a raggiungere il distributore.

Il progetto è in attesa dell’approvazione in conferenza dei servizi. La relazione presentata dalla società fa ben presente la delicatezza dell’area di parco Langer e dei resti dell’ex poligono di tiro, area che sarà attraversata per un centinaio di metri dal nuovo tubo. Tuttavia, rassicurano, “buona parte di questa area unitamente al vicino alveo del Canale Ceresolo verrà attraversato mediante una trivellazione sotterranea del tipo TOC Trivellazione Orizzontale Controllata, che permette di mantenere inalterati tutti gli elementi presenti in superficie”. Insomma, garantisce la relazione, la trivellazione avrà “effetti del tutto minimali sul corso d’acqua e sulla vicina area a parco”.

Le rassicurazioni riguardano anche l’impatto nel tempo dell’opera: “Ad eccezione della fase di cantiere, durante la quale sono da attendersi delle perturbazioni all’ambiente, nella successiva fase di esercizio, non sono da attendersi incidenze – si legge – Dopo i ripristini e alla ripresa vegetativa e colturale, il territorio sarà restituito pressoché nel medesimo aspetto che aveva prima dell’esecuzione delle opere”.

Tuttavia, è proprio l’impatto della fase di cantiere a impensierire comitati e associazioni. Per realizzare i manufatti, infatti, sarà inevitabile un via vai di mezzi pesanti, attraverso le carrabili presenti, ma più probabilmente realizzando ulteriori lavori per consentire l’accesso. E serviranno piazzole per lo stoccaggio del materiale necessario per la costruzione dell’opera.

Ci saranno poi almeno due opere permanenti, oltre alla segnaletica e agli sfiati, ossia gli impianti di intercettazione del gas, circondati da recinzioni metalliche, montate su cordoli in calcestruzzo, larghe 3,3 per 3,3 metri e alte 2,7 metri. Per quanto riguarda il Langer, l’impianto dovrebbe sorgere a una quindicina di metri dall’argine del Ceresolo, proprio all’interno del bosco, benché, rassicura la relazione, “La posizione dell’impianto di stacco e del tracciato del metanodotto è stata studiato in modo da limitare il taglio di alberi”.

Difficile pensare, insomma, che l’area di parco Langer uscirebbe del tutto intoccata dall’intervento. L’alternativa per evitare il bosco potrebbe essere percorrere lo stesso tracciato dell’attuale impianto, seguendo viale Porta Adige. Al momento, però, il progetto esclude questa ipotesi.

Di certo, colpisce l’insistenza con cui da anni si cerca di attraversare a tutti i costi quest’area verde con manufatti di cemento, asfalto o metallo. Viene quasi da pensare che la colpa sia tutta del bosco, che ha avuto la pessima pensata di andare a crescere nel posto sbagliato.

Gli orti di parco Langer

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *