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Pensierini #13

Proprio poco fa mi è venuto in mente di quella volta che la Carla mi ha detto: ti amo. Era proprio di questa stagione qua, dell’estate che un po’ si disfa e finisce, io avevo quindici anni e lei uno in meno.

E’ stata una sera che io ero andato a prenderla a casa sua per andare a mangiare un gelato in centro e lei era salita sulla canna della mia bicicletta e ridendo e parlando proprio di tante cose avevamo passato una serata divertentissima insieme, che tutto era bello e sopra al campanile della chiesa c’erano anche tante stelle.

Poi l’ho accompagnata a casa e lei è scesa dalla bici, mi ha dato un bacetto sulla guancia e mi ha detto: ciao a domani, ti amo sai. Io ero come se mi fosse scoppiato un petardo nel cervello e quasi quasi mi buttavo in canale e facevo una garetta di nuoto con le pantegane.

Me ne andai a casa stordito e mi ficcai subito a letto a pensare tanto ma tanto intensamente. Passai la notte a girarmi come una porchetta allo spiedo e non riuscivo a trovare pace.

Pensai anche di toccarmi ma non ne avevo voglia perché sentivo che quello per la Carla adesso era un amore puro e grande ed era la prima volta che mi capitava ed era meglio non sporcarlo subito con l’autosesso.

Soprattutto era la prima volta che qualcuno mi diceva ti amo; che era tutto diverso per me da quando ero io a innamorarmi di qualcuno, sentivo proprio forte che era tutta un’altra cosa, una cosa completamente ribaltata, che mi dava un sacco di responsabilità adesso e facevo tanta fatica a capire cosa fare adesso che ero amato, a differenza di quando ero solo io che amavo come era successo fino ad allora.

E passai la notte a immaginare di tutto, a fare tanti bei filmetti di noi due che ci baciavamo, che andavamo a mangiare la pizza insieme, che andavo a casa sua a guardare la televisione e anche che eravamo grandi e che andavamo a vivere insieme e tutte queste cose qua.

E la sera dopo, che non veniva mai, quando andai a prenderla per andare ancora a mangiare un gelato e la caricai sulla canna della bicicletta, per cominciare a parlare di tutte le cose che mi erano passate per la testa le dissi già dopo qualche pedalata: ma davvero mi ami come hai detto ieri sera? E lei mi disse: ah beh, non proprio, in effetti ieri sera mi sono dimenticata di dire forse ti amo.

E io mi paralizzai e quasi quasi la butto giù dalla bicicletta e quella notte non dormii non per la gioia ma per l’angoscia. E infatti con la Carla ci vedemmo sempre meno e chissà adesso proprio in questo istante dov’é e com’é. Però dopo tanti anni mi viene da pensare che magari aveva ragione lei, e quel forse, anche se non pare, magari è anche la condizione normale di tutti quelli che si amano.

One Response to Pensierini #13

  1. Serena fortin ha detto:

    Troppo bello! Grazie

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