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Primordiale, il rito ancestrale tra terra e acqua

Una donna vestita di nero seduta su un alto sgabello coperto di sacchi di juta, ed ai lati altre due donne in nero che gettano in basso della terra, un muro di mattoni con appesi attrezzi agresti in legno, un trespolo nel cortile che simbolicamente è un ponaro ed attaccate alle pietre una fila di vecchie fotografie in bianco e nero di donne che lavorano in campagna.

Poi la donna seduta si alza e cammina sui trampoli e prende una falce e la ruota, come fosse la morte che avanza, quindi trascina un aratro, un attrezzo fatto con lunghe corna, metaforicamente un bagaglio faticoso assai da trasportare

Da un momento di racconto e interazione verbale, concretizzando esperienze individuali, presso “Il Locale” a Rovigo, che ha gratuitamente ospitato gli incontri preparatori, Racconta Rovigo si trasforma in una espressione artistica collettiva con tre eventi spettacolo.

Il primo è “Primordiale”, performance collettiva in site specific, cioè una tecnica di apparenti improvvisazioni partendo dal luogo, che si è tenuta, non a caso, ma per scelta coerente, il 25 luglio 2018 alle ore 19.30 presso il cortile interno della sede della Coldiretti di Rovigo, che gentilmente ha concesso la location. “Primordiale è un canto di terra e di acqua”.

Attraverso un spazio-laboratorio un gruppo di performers entrano in relazione l’uno con l’altro in azioni, sinergie e molteplici linguaggi artistici lasciandosi contaminare e raccontare. Un rituale artistico, in cui l’arte collettiva/sociale è trasmessa tra gli interpreti e il pubblico presente. Elementi comuni di dialogo tra gli artisti e il pubblico: la terra e l’acqua in un rito quasi ancestrale o meglio “Primordiale”.

Antonia Bertagnon, Beatrice Pizzardo, Elisabetta Capostagno, Luigi Gioli, Miranda Greggio, Romina Zangirolami, Vincenzo Madrigrano sono stati i performers.

L’evento è stato realizzato grazie al progetto Racconta Rovigo dell’associazione Cantieri culturali creativi, e alla rete di Artisti tutti di Rovigo, a chilometro zero ed a costo volutamente zero in quanto gli artisti si sono prestati gratuitamente per realizzare questa performance, dopo un progetto fatto in otto ore.

Antonia Bertagnon ha letto brani del poeta Franco Arminio, del premio Nobel Wislawa Szymborska e versi dalle Georgiche di Virgilio, mentre Miranda Greggio è l’autrice della installazione di apertura dell’evento un modus acquae cioè un liquido primordiale imbozzolato, ed ha creato il trespolo situato nel cortile, dal matrimonio di terra cruda del Polesine ed una fusione di stagno.

Luigi Gioli ha creato le installazioni di legno chiaro appese al muro, riproduzioni di attrezzi campestri che sembrano un alfabeto ed ogni oggetto è la parola che lo definisce e c’è sempre la contaminazione dei linguaggi; Beatrice Pizzardo è l’acrobata sugli alti trampoli, una figura che fagocita al servizio di una scena perché nulla può prodursi dal nulla e nella terra vi sono i semi che noi sollecitiamo a germogliare.

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane ed oggi per essere rivoluzionari bisogna dare valore al silenzio, alla luce, alla quotidianità.

La direttrice artistica Romina Zangirolami ha invitato ad andare a vedere “qualcosa che non ci interessa” perché ci sono validi professionisti non conosciuti che potremo vedere negli altri due spettacoli del 2 e 30 settembre, creando una rete vera di artisti che lavorano insieme per un progetto innovativo di elevato spessore culturale.

L’ingresso è libero, ma lo spettacolo è per un numero ristretto di partecipanti, che vengono attivamente coinvolti nella performance.

Al termine c’è stato uno scambio di feedback tra il pubblico presente ed artisti, degustando un aperitivo a base di frutta e verdura fresca dai mercati di Campagna Amica e bevendo un calice di vino.

Un evento davvero particolare ad alto significato simbolico e metaforico lavorando sull’azione, la coesistenza e l’immagine iconica che si trasformano da improvvisazione in una gestualità ed una postura cariche di significato in un anti spettacolo ben diverso da quelli tradizionalmente proposti, spesso ripetitivi e noiosi.

Le immagini sono di Fabrizio Artoni

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