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Bonaldo Giaiotti, la voce del Friuli

Bonaldo Giaiotti, un uomo d’altri tempi, professionalmente e per la personalità d’artista, nella sua lunga carriera seppe incarnare i più complessi personaggi riservati al basso, entrando a pieno titolo nell’Olimpo della lirica come una delle voci scure più importanti del secondo Novecento. Lo ricordiamo oggi, a due mesi esatti dall’improvvisa scomparsa, mettendo insieme qualche pensiero e prendendo spunto dalla bella pubblicazione che Rino Alessi gli ha dedicato e che lo stesso Giaiotti, insieme all’autore, ha presentato a Cavarzere lo scorso aprile, grazie al Circolo Tullio Serafin che ha inserito l’appuntamento nella sua Settimana Serafiniana. Fu un occasione per ripercorrere la carriera di Giaiotti e ricordare insieme a lui Tullio Serafin, direttore con il quale egli collaborò in più occasioni, tra esse la memorabile Aida del cinquantenario all’Arena di Verona, nel 1963.

 

Aprile 2018 – Rino Alessi e Bonaldo Giaiotti ospiti del Circolo Tullio Serafin

 

Bonaldo Giaiotti. La voce del Friuli, edito da L’Orto della Cultura nel 2017, accompagna il lettore in un viaggio che lo porta a ripercorrere, insieme al protagonista, le principali tappe artistiche e professionali di una vita straordinaria, senza tralasciare qualche accenno alla sfera della quotidianità, capace di rendere la pubblicazione ancor più coinvolgente e di piacevole lettura. Nella presentazione Giorgio Vidusso ricorda la collaborazione con Giaiotti al Maggio Musicale Fiorentino per la messa in scena del primo Nabucco diretto da Riccardo Muti, del quale Bonaldo Giaiotti fu protagonista. Prende poi vita la narrazione a due voci, una sorta di duetto tra lo stesso Giaiotti e la moglie, il soprano Alice Weinberger, il tutto concertato con maestria dall’abile penna di Rino Alessi.

 

Bonaldo Giaiotti con Joan Sutherland in “Lucia di Lammermoor” al Met nel 1964

 

Il filo dei ricordi si dipana partendo dalla giovinezza e giungendo sino agli ultimi trionfi, arricchendosi anche di altre voci, quelle di alcuni testimoni diretti di ciò che Bonaldo Giaiotti ha rappresentato nel panorama operistico internazionale. Particolarmente interessante la testimonianza di Nello Santi, che diresse per la prima volta Giaiotti in una Lucia di Lammermoor a Zurigo nel ’59, al debutto del basso all’Opernhaus. Questi due grandi musicisti si ritrovarono poi a New York, al Metropolitan, dove molte furono le produzione che li videro trionfare insieme. Significative anche le parole di Carlo Bergonzi, il quale definisce Bonaldo Giaiotti “il più grande basso” della sua epoca. Il libro è arricchito da suggestive immagini che ritraggono Giaiotti nei panni dei personaggi che lo resero celebre, ricordati da Alessi in una specifica sezione dedicata al repertorio in cui vengono evidenziati i personaggi verdiani, quelli wagneriani e anche i ‘diabolici’. Preziose sono inoltre la ricostruzione della cronologia delle carriera di Giaiotti e della discografia di questo grande interprete, organizzata in diverse sezioni riservate ai vari compositori.

 

Rino Alessi, Bonaldo Giaiotti: la voce del Friuli, Pasian di Prato-Udine, L’Orto della Cultura, 2017.

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