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Sedotti da uno sguardo

Si è chiusa la 28ma edizione del SI FEST, il festival di fotografia più longevo d’Italia a Savignano sul Rubicone (FC), dedicato quest’anno proprio alle “SEDUZIONI, la Fascinazione e Mistero”: le immagini suggestionano, sorprendono, in loro ci ritroviamo, ci emozionano, sedotti da un’idea, da un desiderio, sedotti da uno sguardo.  

Curatore del festival è Denis Curti, direttore artistico della manifestazione dal 2001 al 2006, fondatore della galleria Still a Milano, direttore artistico della Casa dei Tre Oci a Venezia, ha diretto l’agenzia Contrasto e la rivista Il Fotografo.

Ossessioni e fascinazioni

Dal latino “se-ducere”, cioè condurre a sé, un guidare qualcuno: è un’esigenza che tiene unite le forze in natura, un bisogno che spesso “conduce a sé” il complementare. A volte è possesso, trascina e coinvolge ogni aspetto del mondo: tutto è alla ricerca del frammento da attrarre.

Denis Curti ha invitato a esporre a Savignano autori in grado di declinare la seduzione come meccanismo che non riguarda solo e unicamente il rapporto uomo-donna, perché possiamo essere sedotti da un impegno sociale, da una musica, da una passione, dall’arte, da un luogo, da un oggetto.

Gli artisti invitati a esporre, tutti provenienti dal panorama fotografico italiano, sono stati chiamati a svelare la loro particolare ricerca sulle ossessioni e le fascinazioni che riguardano il tema nelle sue numerose sfumature, cioè fotografi di fama nazionale e internazionale come Marco Craig che ti conduce alla scoperta della fascinazione verso le icone sportive con oggetti posti sotto vuoto, appartenuti ad importanti atleti e fotografati uno per uno; Toni Thorimbert con “Seduction of Photography” in un progetto con molte foto appaiate, di cui molte di nudo; Lady Tarin, in mostra con il suo  punto di vista sulla seduzione legata per me troppo all’ambito dell’erotismo e molto meno  alla  sensualità, quindi fotografie che non funzionano, perché rasentano la pornografia.

Il fotografo Guido Harari  ha  presentato il suo intimo reportage sul cantautore Fabrizio De André, Alizia Lottero  ha offerto uno sguardo  su luoghi naturali in quanto riflesso dell’interiorità e di una soggettiva percezione del mondo; Cesare Cicardini ha proposto una  mostra sulle ballerine di Burlesque, un bellissimo lavoro, molto raffinato.

Ritratti, ricerca e tabù

Importante la selezione della collezione fotografica di Pier Luigi Gibelli, grande appassionato e uomo sedotto dal fascino dell’immagine, con pezzi di grande spessore; inoltre “Intorno alla fotografia. Ritratto in fabbrica”, un progetto creato su iniziativa del SI FEST, esito del workshop condotto nel 2018 da Francesco Neri in una azienda che prepara camici e abiti sterili; poi  Melissa Ianniello vincitrice del Premio SI FEST Portfolio “Lanfranco Colombo” 2018, che ha  portato al festival “Wish it was a coming out”, lo straordinario progetto che indaga il tabù tra omosessualità e vecchiaia a partire dalla sua esperienza biografica, e per spiegare alla nonna la sua  omosessualità ha intervistato e fotografato coppie gay e lesbiche di età avanzata, incontrate in tutta Italia.

Le immagini di autori internazionali come Helmut Newton sono state proiettate, oltre a quelle dei nuovi autori della fotografia contemporanea curate da  Claudio Composti,  direttore della MC2 Gallery di Milano.

Ha esposto in mostra anche Lorenzo Zoppolato Premio Portfolio Italia 2018 – Gran Premio Lumix, con il progetto “La luce necessaria” con le fotografie di un cimitero in Messico, un bel lavoro davvero, molto coinvolgente.

E per finire il Premio Marco Pesaresi per la fotografia contemporanea, istituito nel 2001 e giunto alla diciottesima edizione, per ricordare la straordinaria figura del fotografo riminese Marco Pesaresi attraverso la promozione di ricerche e produzioni di fotogiornalismo connotate da aspetti di progettualità e innovazione. Il premio nel 2018 è stato vinto da Chiara Fossati con “Il linguaggio dei fiori” che descrive un quartiere poco noto di Milano, la sua vita, i suoi abitanti.

Marco Pesaresi, Il tempo di un viaggio

Invece la mostra di Marco Pesaresi “Il tempo di un viaggio”, con le foto ed i suoi diari del percorso nel 2001della transiberiana da Mosca a Vladivostok, in occasione dell’edizione 2019 di “Rimini Foto d’Autunno” presso la Galleria dell’Immagine di Rimini è ancora visitabile fino al 13 ottobre 2019.

Il circuito SI FEST OFF compie dieci anni, ma le foto sono state esposte solo nel primo weekend, a differenza di quanto accadeva in passato, quindi non ho potuto vederle ed è un peccato perché a volte certe mostre sono migliori di quelle ufficiali.

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