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Silvia Frigato: “Toccata e fuga”

E’ veramente un piacere sedersi a un caffè e sorseggiare un cappuccino con un’amica molto speciale, approfittando un po’ della sua pazienza e disponibilità, per portare a casa una articolo che nelle intenzioni vuole essere una guida all’ascolto, alla scoperta delle interpretazioni di una splendida cantante cresciuta al Conservatorio di Adria.

L’occasione è data da una “toccata e fuga” che la vedrà protagonista a Piove di Sacco, in un concerto con Sara Mingardo su musiche di Vivaldi, Handel e Marcello domenica 10 dicembre. Per chi se la perdesse il 22 dicembre a Cavarzere (VE) diretta dal maestro Francesco Bergo, compositore e suo compagno di vita.

E’ un’occasione veramente speciale quella di poterla ascoltare dal vivo sottocasa, perchè nonostante la sua spontanea umiltà, Silvia è abituata ad essere protagonista in Teatri a cinque stelle come la Scala e la Fenice, volendo limitarsi alla sola Italia. Silvia è reduce da tourneé in tutto il mondo con un repertorio vastissimo di musica Barocca.

Non sono sicuramente un esperta di musica classica, ma non giungo all’incontro impreparata, nonostante l’enorme campo di studio della musica da lei interpretata mi ha confermato la mia ignoranza in materia. Il mio personale ascolto è iniziato con un bellissimo schizzo musicale, la prima prova con orchestra, registrata da un collega, che colpisce per la grinta e la spontaneità con cui Silvia affronta il pezzo

Primo Consiglio d’ascolto

 

Ipotizzando che io non conosca nulla di te e voglia cominciare ad ascoltarti e a studiare il Barocco, da dove dovrei partire?

Beh, sicuramente da Monteverdi, un genio, in lui c’è tutto. Ha inventato il “Recitar Cantando” ha dato lo spazio ai cantanti per esprimere nel canto sentimenti, emozioni, passioni. Mi sono iscritta a canto lirico al Conservatorio di Adria, ma ho scoperto presto la mia passione per la musica Barocca che ne è la premessa. A giugno alla Fenice abbiamo festeggiato il suo 450 esimo compleanno con il concerto con messa in scena della sua trilogia  “Orfeo”, “Il ritorno di Ulisse” e “L’incoronazione di Poppea”. Sono stata scelta per prendere parte alla Trilogia Monteverdiana, diretta da John Eliot Gardiner per i ruoli di Amore e Valletto ne “L’Incoronazione di Poppea” e Amore ne “Il Ritorno di Ulisse in patria”.

Amore alla scala

 

Nei tuoi viaggi nel repertorio Barocco hai spesso interpretato protagoniste dei miti greci. Hai interpretato la forza di “Amore” in diversi abiti. Qual’è il personaggio più interessante che hai affrontato? E quale il personaggio che ti senti più affine?

La seconda risposta è più facile. Sicuramente io adoro i ruoli struggenti dove posso esprimere i sentimenti nel canto più intenso, empaticamente mi danno molta soddisfazione.

 

Secondo Consiglio d’ascolto (Monteverdi “Si dolce tormento”)

 

Un personaggio che mi ha molto interessato anche per le diverse interpretazioni che diversi compositori ne hanno dato è “Procri”.

Al Teatro Malibran questo autunno è andato in scena lo spettacolo di Fortunato Ortombina (direttore artistico del Teatro La Fenice) e del regista Valentino Villa, che mette a confronto la storia di Procri secondo Krenek (compositore del ‘900) e il lamento di Procri, nella partitura barocca di Cavalli, orchestrato da Silvia Colasanti. In quest’ultima Procri  muore e ne segue  una visione parallela, quella di Krenek con un diverso felice finale per la fatal storia d’amore con Cefalo in balia dei capricci della sorte. Una rappresesntazione musicale e teatrale alla “Slinding doors” che è stato molto interessante studiare e interpretare nelle due diverse versioni.

procri

Spazi dal barocco al contemporaneo, come dimostra proprio quest’ultimo ruolo da te interpretato. Esiste un cordone ombelicale tra la musica barocca e quella contemporanea?

Certo che sì, il Barocco in ambito musicale è una riscoperta del novecento. E’ dai primi del novecento che si è ripreso ad ascoltarlo, in quanto il melodramma ottocentesco aveva prepotentemente preso il ruolo di protagonista del panorama teatrale per tutto il secolo. Tutt’ora in Italia il barocco è penalizzato dall’eredità della musica operistica che io per altro adoro. All’estero i repertori sono più vari e molto più spazio viene dato alla musica barocca e contemporanea. Moltissime partiture di quei secoli sono ancora da riscoprire e da studiare, forse è per questo che i barocchisti hanno repertori così vari. Le opere non hanno molte rappresentazioni e cantanti e musicisti devono essere versatili ad apprendere nuovi ruoli e melodie. Chiaro che molti compositori contemporanei sono stati ispirati da questi studi oltre che dalle storie narrate.

 

Dovessi consigliare un compositore per un primo approccio al contemporaneo?

Il contemporaneo può essere stupendo o devastante. Spesso non si riesce a capire, anche quando si canta, se dietro a una composizione se effettivamente vi sia un progetto. Per iniziare io partirei da compositori straordinari, ma accessibili anche ad orecchie non abituate agli sperimentalismi del novecento. A me piacciono moltissimo Arvo Part e John Tavener.

Terzo consiglio d’ascolto: “Stabat Mater” di Arvo Part

“The Lamb” John Tavener utilizzata anche da Sorrentino ne “La grande bellezza”

 

Bellissimi gli allestimenti molto contemporanei di Euridice di Caccini, vincitore dell’argento al Festival di Musica Antica di Innsbruck nel 2013 e di Mirandolina, l’opera goldoniana rappresentata nel 2016 alla Fenice. Quanto ti sei divertita nei panni della locandiera in chiave Beauty Farm?

Tantissimo, un cast eccezionale con cui abbiamo riso tantissimo e con cui abbiamo continuato a mantenere i rapporti. Vasche da bagno e schiuma in scena, vestiti meravigliosi. Quando ho indossato il completo bianco ho pensato: “Con questo vorrei sposarmi”

Quarto consiglio d’ascolto: Mirandolina

Euridice

A proposito di matrimonio, ti sei sposata di recente e senza volermi fare troppo gli affari tuoi, mi domando come si fa a conciliare la tua carriera con una vita sentimentale serena, come quella di cui sono a conoscenza?

Ti ringrazio per questa domanda. Ci vuole molto impegno, ma si può fare. La distanza e i tempi di lavoro non sono facili da conciliare con una relazione. Ma sono stata fortunata, ho un compagno che ama la musica come me e comprende le difficoltà e mi sostiene. La mia guida musicale e di vita, Sara Mingardo, è l’esempio di come tourneè e vita familiare possano conviveree, essendo riuscita a conciliare i tempi di lavoro con la crescita di due figli. Il mio compagno, l’organista Francesco Berto, è anche compositore e per le nostre nozze ha composto la messa cantata, tutto diventa più semplice quando si condividono anche le stesse passioni.

Quinto consiglio d’ascolto: Silvia Frigato e Sara Mingardo in Stabat Mater

Delle tue registrazioni quale mi consiglieresti per un regalo di natale ad un’amica?

E’ appena uscito un cd edito da Arcadia, molto bello e interessante… vai sul sicuro.

cd nuovo

Ringraziando Silvia per la pazienza raccolgo la sua comprensione per il mio disorientamento: “abbiamo così tanta musica in Italia e ancora tanta ce n’è da scoprire” mi dice.

In questo spazio ho aggiunto link ad articoli di riviste musicali specializzate e link ai video disponibili online. Sono finestre per approfondire e sbirciare nel mondo musicale di Silvia Frigato, ma vista la sua presenza in zona nelle prossime settimane, il consiglio d’ascolto più opportuna è sicuramente quello di andarla ad ascoltare e lasciarsi incantare. Ecco le prossime date:

– 10 dicembre ore 17.30, Chiesa della Madonna delle Grazie, Piove di Sacco (PD)

– 22 dicembre ore 21.00, Chiesa di san Giuseppe di Cavarzere (VE)

Fotografie di Melania Avanzato e Michele Crosera.

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