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Stefania Rocca porta in scena gli “Esercizi di stile” di Queneau

Venerdì 10 novembre 2017, in anteprima nazionale al teatro “Balzan” di Badia Polesine, l’attrice Stefania Rocca proporrà i giochi di parole esilaranti e spericolati degli Esercizi di stile di Raymond Queneau col commento musicale dei grandi autori del Novecento francese.

Ad accompagnare l’attrice – volto molto noto e amato non solo del teatro, ma anche del cinema e della televisione – sarà un trio di strumentisti d’eccezione: Patrizia Bettotti al violino, Giampiero Sobrino al clarinetto e Andrea Dindo al pianoforte.

“Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese) giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l’ordine delle lettere alfabetiche… Un effetto comico travolgente”. Così l’opera di Queneau viene descritta da Umberto Eco, che degli Esercizi di stile fece una storica e acrobatica traduzione-reinvenzione, puntualmente riproposta da Stefania Rocca per il pubblico della rassegna Musikè.

Gli spericolati giochi di parole, gli opposti registri espressivi e le divertentissime parodie letterarie del testo si alterneranno al commento musicale dei grandi autori del Novecento francese: dalle giocose asimmetrie musicali di Francis Poulenc e Darius Milhaud ai suoni puri di Maurice Ravel e Claude Debussy, fino alle trovate “patafisiche” di Eric Satie. Un accostamento di musica e letteratura che è insieme sfida e complicità tra le due arti.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.rassegnamusike.it.

Stefania Rocca comincia la propria formazione al Teatro Stabile di Torino, dove studia pianoforte, danza e canto. Trasferitasi a Roma, nel 1993 inizia a frequentare, grazie a una borsa di studio, il Centro Sperimentale di Cinematografia, che lascia per interpretare Naima nel film Nirvana di Gabriele Salvatores (1997). Terminate le riprese, vola a New York dove frequenta l’Actor’s Studio e impara a recitare in inglese.

Tornata in Italia, nel 1998 interpreta Viol@, opera prima di Donatella Maiorca presentata alla Mostra del Cinema di Venezia. Da quel momento inizia la sua avventura americana, che le porta una notevole popolarità anche all’estero. In Italia la critica loda la sua interpretazione in Rosa e Cornelia (2000) di Giorgio Treves, con cui si aggiudica il Globo d’Oro, e i fratelli Taviani la inseriscono nello sceneggiato internazionale Resurrezione mandato in onda su Rai Uno. Il 2002 è l’anno della consacrazione tra le interpreti italiane di maggior talento grazie all’interpretazione in Casomai di Alessandro D’Alatri, che le vale le candidature al David di Donatello e al Nastro d’argento, entrambe come miglior attrice protagonista. Nel 2004 è candidata ancora una volta al Nastro d’argento, come miglior attrice non protagonista, per La vita come viene di Stefano Incerti, mentre il re dell’horror italiano Dario Argento le fa vestire i panni del detective nel thriller Il cartaio e Carlo Verdone le offre la parte della confidente (e del terzo incomodo) nella commedia L’amore è eterno finché dura.

Nel 2005 la Francia le offre il ruolo di Anna d’Austria in D’Artagnan et le trois mousquetaires di Pierre Aknine, mentre Abel Ferrara la inserisce nello scandaloso Mary. Sempre nel 2005, grazie all’interpretazione di Emilia nel film drammatico La bestia nel cuore di Cristina Comencini, ottiene la nomination come miglior attrice non protagonista ai David di Donatello (il film concorre poi agli Oscar come miglior film straniero). Ottima interprete anche a teatro, si mette in luce in Angelo e Beatrice di Memé Perlini, Processo a Giovanna D’Arco di Walter Le Moli e Totem per la regia di Alessandro Baricco e Gabriele Vacis, cui seguono Le polygraphe di Robert Le Page, il musical Irma la dolce diretto da Jerome Savary, Ricorda con rabbia e L’anno del pensiero magico per la regia di Luciano Melchionna, oltre a un testo inedito di Arthur Schnitzler, Scandalo, per la regia di Franco Però. I personaggi di Stefania Rocca sono donne fragili che per salvarsi rifiutano i luoghi comuni: il grande successo di pubblico arriva con Mafalda di Savoia (regia di Maurizio Zaccaro), Olivetti (regia di Michele Soavi), Edda Ciano e il comunista (regia di Graziano Diana, premio come miglior attrice al festival del Montenegro) e con le serie tv Tutti pazzi per amore e La grande famiglia (regia di Riccardo Milani).

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