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Tullio Serafin cinquant’anni dopo, ritorno alle origini

Sono cinquanta gli anni trascorsi dalla scomparsa di Tullio Serafin, mezzo secolo esatto da quando, citando la sua biografia ufficiale, “il patriarca del melodramma” ha lasciato a noi mortali le cose terrene per salire all’Olimpo dei grandi, dove la sua vita straordinaria ci fa immaginare oggi si trovi. Un’esistenza condotta al servizio dell’arte musicale quella di Serafin, partito ragazzino dalla sua Rottanova riuscì a toccare le più alte vette della direzione musicale e artistica, viaggiando da un continente all’altro e mettendo insieme successi, dei quali l’eco è ancor oggi viva.

I miei lettori mi perdoneranno se mi dilungo più del consueto, appare doveroso dedicare qui qualche riga in più a Tullio Serafin ed a ciò che a Cavarzere si concretizzerà in questi mesi in suo ricordo.

Tullio Serafin con Mario Filippeschi, Nicola Rossi Lemeni, Maria Callas e Mario Del Monaco (www.nicolarossilemeni.org).

La carriera. Non è semplice tracciare una sintesi della lunga carriera artistica di Tullio Serafin, in oltre sessant’anni trascorsi sul podio fu chiamato a dirigere nei più prestigiosi teatri e si trovò a collaborare con generazioni di registi, cantanti, maestranze e sovrintendenti, con i quali cercava sempre un confronto costruttivo, ponendosi come obiettivo primario la buona riuscita del prodotto finale, ossia delle stagioni liriche a lui affidate. Aveva undici anni quando lasciò il suo paesino per Milano, dove si diplomò in viola e poi anche in composizione. Erano gli ultimi anni dell’Ottocento, Milano già allora veniva considerata capitale europea della musica, vi si potevano incontrare musicisti, poeti, librettisti e anche il giovane Serafin ebbe modo di far molti incontri che definire eccezionali è forse alquanto restrittivo. Basti citare Giuseppe Verdi, che vide in occasione della première di Falstaff, alla quale Serafin, allora studente al Conservatorio, partecipò nel 1893 dal loggione della Scala. Il debutto ufficiale nella direzione avvenne al Teatro Reinach di Parma con l’Elisir d’amore nel 1902, dopo diverse stagioni come maestro sostituto di Toscanini alla Scala, teatro in cui Serafin assunse poi nel 1910 il doppio incarico di direttore principale e artistico.

Nel 1913 fu lui a dirigere la prima rappresentazione lirica all’Arena di Verona, inaugurando con Aida il Festival lirico veronese, dove tornò più volte a dirigere. Dopo la Grande Guerra venne chiamato al Colón di Buenos Aires, al Real di Madrid e poi al Liceo di Barcellona, al Municipal di Rio De Janeiro e all’Opéra di Parigi.

Nel ‘24 Serafin iniziò la sua avventura al Metropolitan di New York, dove rimase per un decennio, l’incarico comprendeva la direzione di opere italiane, inglesi, russe e spagnole. Tornò in Italia nel ’34 quando assunse al Teatro Reale dell’Opera di Roma l’incarico di direttore principale e artistico, vi rimase poco meno di un decennio nel quale gli eventi memorabili furono molti, tra essi la prima italiana del Wozzeck di Alban Berg, opera bandita dal regime nazista, che poté andare in scena a Roma solo grazie alla tenacia di Serafin e alla libertà di azione che il suo grande prestigio gli permise negli anni romani.

Il nome di Serafin è legato a quello di Maria Callas. Diretta per la prima volta da Serafin all’Arena di Verona in occasione del suo debutto in Italia, Callas non trovò in lui un semplice direttore ma, come lei stessa ha testimoniato in più occasioni, un fondamentale contributo alla sua formazione artistica, soprattutto in merito alla tecnica interpretativa.

In oltre sessant’anni di carriera, Serafin collaborò con un numero elevato di cantanti e registi, tra essi Rossellini, Strehler e Zeffirelli. Le straordinarie doti nel riconoscere le potenzialità di ciascuna voce lo fanno oggi ricordare come il direttore che più di ogni altro scoprì talenti del bel canto. Da Caruso a Renata Tebaldi, da Joan Sutherland a Carlo Bergonzi, per arrivare fino a Pavarotti, tutti i grandi interpreti dei primi sessant’anni del Novecento hanno almeno una volta cantato con lui.

L’ultima opera che diresse, a Roma nel 1964, fu I maestri cantori di Wagner, autore che Serafin amò molto e porto spesso in scena, con libretti in italiano, come si usava a quei tempi. Vennero affidate alla sua bacchetta le opere di decine di compositori diversi, alcuni di essi li conobbe personalmente e vi collaborò per prime esecuzioni, con altri il legame fu molto più profondo trasformandosi in consolidata amicizia, verso Verdi e Wagner ebbe sempre una grande ammirazione, erano per lui i due geni supremi del melodramma.

Tullio Serafin ritorna tra i vecchi amici a Rottanova nel 1960 (Archivio Rolando Ferrarese).

La scoperta. Serafin volle concludere il suo viaggio terreno laddove la sua esistenza era iniziata, si spense a Roma ai primi di febbraio del 1968, dopo aver lasciato come ultima volontà quella di tornare nella sua Rottanova, piccola frazione di Cavarzere all’estremo sud del Veneziano, e così avvenne. Poco pesano dettagli prettamente biografici quando ci si trova davanti a personaggi di tale spessore, tuttavia alcune precisazioni sono d’obbligo, visto che quello appena iniziato è un anno così importante per la memoria di Serafin e, di riflesso, per tutti coloro che, come me, si dedicano all’arte di questo grande maestro.

Nel mio libro Tullio Serafin, il custode del bel canto (pubblicato da Armelin Editore, Padova, 2014, ndr.) ho posto fine alle incertezze sulla data di nascita del maestro, confrontando i vari documenti che ho potuto allora consultare con il registro dei battesimi di Rottanova, stabilendo una volta per tutte quale fosse la verità, ossia che Tullio Serafin è nato il primo settembre 1878. In questi mesi, collaborando con il Circolo “Amici del M° T. Serafin” all’organizzazione degli eventi in programma a breve e lavorando in vista dell’uscita di altri miei lavori dedicati a lui, ho deciso di affrontare anche la questione della data di morte. La maggior parte delle pubblicazioni considerano il 2 febbraio 1968 come la data esatta della scomparsa del maestro, riportata anche da The New Grove Dictionary of Music and Musicians ma messa in dubbio da diverse pubblicazioni, in contrasto tra loro, che invece la attestano al 3, data riportata anche sulla tomba, altre addirittura al 4 febbraio. Date diverse dal 2 febbraio sono riportate anche nei giornali dell’epoca, negli articoli che nel 1968 davano notizia della scomparsa del maestro. A cinquant’anni di distanza, era giunto ormai il momento di far chiarezza e l’unico modo per porre finalmente termine a qualsiasi incertezza era andare alla fonte. Così ho fatto. Non senza difficoltà ed estenuanti attese, sono riuscita ad avere un atto ufficiale dal Comune di Roma che mi comunica la data esatta risultante dall’atto di morte. Non vi sono più dubbi: il maestro ci ha lasciati il 3 febbraio 1968.

Il Coro Cantori Veneziani sarà ospite il 3 febbraio a Cavarzere per le celebrazioni in ricordo di Serafin.

Gli eventi del 2018. Oggi il maestro riposa nel cimitero del suo paese natale e proprio il 3 febbraio si apriranno a Rottanova le celebrazioni per il cinquantesimo della sua morte, promosse dal Circolo “Amici del M° T. Serafin” e dall’Amministrazione comunale di Cavarzere, in collaborazione con gli Istituti comprensivi di Cavarzere e di Loreo, la Pro loco e l’Università popolare di Cavarzere, il Comitato cittadino di Rottanova e con il sostegno di diverse realtà del territorio.

Il primo evento in programma è nella mattinata di sabato 3 febbraio, alle 11 ci sarà l’inaugurazione della nuova sede del Circolo “Amici del M° T. Serafin”, associazione che quest’anno festeggia i suoi quarant’anni di attività, presso l’ex scuola primaria di Rottanova, frazione di Cavarzere e paese natale del maestro. Saranno presenti gli allievi degli indirizzi musicali degli Istituti comprensivi di Cavarzere e di Loreo, i quali danno vita a una sorta di gemellaggio musicale nel ricordo di Tullio Serafin.

Sempre sabato 3 febbraio ci sarà nel duomo di San Mauro il concerto dei Cantori Veneziani diretti da Diana D’Alessio, sarà presente anche il Coro senior dei Piccoli Cantori Veneziani, ad essi si unirà il soprano Kalliopi Petrou. La parte musicale è affidata a Zoya Karapetyan all’organo ed a Riccardo Alfarè e Sokol Prekalori al violino. Il concerto sarà dedicato al professor Ugo Bello che, nel 1978, si attivò affinché il maestro avesse una degna sepoltura e fu tra i fondatori del Circolo Serafin.

Domenica 4 febbraio alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Rottanova viene celebrata una messa in suffragio del maestro, che sarà animata dal Coro “San Michele Arcangelo” di Loreo, diretto dal maestro Francesco Bergo e accompagnato all’organo dal maestro Filippo Turri.

Le iniziative promosse a Cavarzere per i cinquant’anni dalla morte di Serafin si concludono nel pomeriggio di martedì 6 febbraio. Alle 15,30 nella sala conferenze di Palazzo Danielato a Cavarzere saranno presenti Giovanni Gavazzeni, noto critico musicale, e il maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e presidente del Festival Internazionale Scaligero Maria Callas e del Fondo Peter Maag. Tema della conversazione coi due relatori sarà “Mastro Tullio Serafin, l’arte per le voci”, un momento quindi per approfondire l’analisi del grande maestro soffermandosi sulle peculiarità dell’arte direttoriale ma anche  sullo stile che caratterizzava il suo modo di porsi nei confronti delle voci illustri che contribuì a far emergere.

Il M° Nicola Guerini (a sx) e Giovanni Gavazzeni (a dx). Saranno a Cavarzere il 6 febbraio per una conferenza dedicata a Serafin.
In questa foto con Cecilia Gasdia (Festival Internazionale Scaligero Maria Callas).

Le iniziative di febbraio, tutte a ingresso libero, aprono le celebrazioni di questo 2018, che si può definire a tutti gli effetti un “anno serafiniano”, tante sono infatti le ricorrenze che riguardano il maestro. Oltre al cinquantesimo della morte, ricorrono infatti a settembre i centoquarant’anni dalla nascita, che verranno ricordati a Cavarzere con altre iniziative, promosse sempre dagli assessorati alla Cultura e all’Istruzione in collaborazione con il Circolo “Amici del M° T. Serafin” che sta organizzando anche la terza edizione della Settimana Serafiniana, manifestazione in programma per aprile. Ci saranno poi novità editoriali dedicate a Serafin, in uscita nei prossimi mesi, sulle quali per ora non sveliamo oltre…

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