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Un altro venerdì in piazza per il futuro

Stamattina, su un quotidiano locale, un rappresentante del mondo del commercio sosteneva che occorre un parcheggio multipiano in corso del Popolo (che naturalmente deve rimanere aperto al traffico), poiché quello di piazzale Di Vittorio, a 500 metri dalla piazza, sarebbe troppo periferico.

Queste dichiarazioni non sono che una cartina di tornasole del mesto dibattito elettorale in città, mentre si avvicinano le elezioni: non ho trovato, nei programmi dei candidati, una riga di allarme per i livelli record di inquinamento raggiunti nei mesi scorsi, che hanno portato Rovigo ai primi posti in Italia. Ho ascoltato, invece, diversi approfondimenti su come creare più parcheggi in centro storico, ossia portare più automobili in centro storico. 

Addirittura, ho letto una candidata promettere di far entrare in piazza le automobili ibride ed elettriche. Qualcuno, per carità, ha parlato di parcheggi scambiatori e un “ripensamento” del trasporto pubblico (qualunque cosa significhi questa vaga formula). Nessuno ha toccato un tabù, che in questa campagna elettorale è stato completamente assente: pedonalizzare il centro storico. Ma immagino che chiunque fosse così pazzo da proporre la chiusura alle auto del centro verrebbe silurato dai suoi concittadini al primo turno. 

Abbandonata la poco interessante lettura dei quotidiani, mi sono immerso nella seconda manifestazione degli studenti di Fridays For Future, già preparato a non trovare folle oceaniche, perché si sa come va la seconda volta. Infatti, dai mille e passa dell’esordio del 15 marzo, in questa occasione si sono fatti trovare all’appuntamento un paio di centinaia di ragazze e ragazzi. Pazienza. 

A dire “pochi, ma buoni” si dice una banalità, in cui tra l’altro si percepisce quel retrogusto che doveva essere rimasto in bocca alla volpe, quella volta dell’uva. Ma in mezzo a quei “pochi, ma buoni”, in fine dei conti, ci si sente a casa. Molto più che in mezzo a “tanti, ma insipidi”. 

Come il 15 marzo, anche questa volta tra quelle centinaia di ragazze e ragazzi scesi in piazza per chiedere scelte coraggiose contro l’inquinamento e il surriscaldamento globale ho trovato più azione politica – e più ideali, più passioni, più vita, più sentirsi parte di qualcosa di grande – che non nel chiacchiericcio elettorale insipido, spento e mortifero di questi giorni.  

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