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Un angelo di nome Bruno Ganz

Oggi è morto Bruno Ganz. Questa notte. Mi sento molto triste. È sempre così quando se ne va qualcuno. Scrivere di getto qualche parola su di lui è solo un modo per cercare di dire la sua bellezza.

Ci sono due film che mi restano nel cuore, ma ne ha fatti tanti e ha sempre lasciato segni profondi. I due indelebili sono Il cielo sopra Berlino (1987) e Pane e tulipani (2000), Wim Wenders e Silvio Soldini, non ci potrebbero essere registi e film più distanti tra loro.

Eppure, in queste due favole bellissime Bruno Ganz è lo stesso angelo. Un angelo che nel primo caso rinuncia alle ali e all’eternità per amore, nel secondo un angelo che le ali le ha perse da tempo ma, in qualche modo, le ritrova per lo stesso motivo.

Non ci potrebbero essere luoghi e tempi più diversi. Berlino alle soglie della caduta del muro e Venezia, la rutilante, che Soldini mostra in tutte le sue dimensioni minori, le più belle, e ne aggira lo stereotipo mostrando piazza San Marco di rimbalzo, riflessa negli occhiali da sole di Licia Maglietta.

A Berlino si esibisce una compagnia circense, a Venezia il circo è stabile, è il flusso continuo di gente che guarda la città come fosse la donna cannone.

In questi due mondi tanto distanti Bruno Ganz è un uomo che si è perso, una creatura solitaria che non prova nulla o ha smesso di provare qualcosa e un brivido, un vero brivido, lo attraversa e lo fa sentire vivo, quando accanto a lui passa una farfalla che sbatte le ali e gli lascia addosso un po’ di polverina.

E sempre, sempre nei suoi film c’è uno scuotimento, uno sbatter d’ali silenzioso che fa cadere un po’ di polvere magica su di lui e sui personaggi che veste.

Solo per onorarlo e pescando un po’ alla rinfusa nomino alcuni titoli della sua lunga, bella carriera. L’eternità è un giorno (1998) di Theo Angelopoulos, La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler (2004) di Olivier Hirschbiegel, The Manchurian Candidate (2004) di Jonathan Demme, Treno di notte per Lisbona (2013) di Bille August e The Party (2017) di Sally Potter. Il suo ultimo film lo ha girato nel 2018, è La casa di Jack di Lars von Trier, l’uscita nelle sale è prevista per il 28 febbraio.

Sempre a chi se ne va auguro buon viaggio. Chissà che Bruno Ganz non si ritrovi a filo cielo sui tetti di Berlino.

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