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Un essere umano “fuori misura”: il Leopardi di Andrea Robbiano,

Il Leopardi come non lo ha mai raccontato nessuno di Valeria Cavalli con Andrea Robbiano, ecclettico attore vincitore dell’Eolo Award 2015, con lo spettacolo “Fuori misura”, per la rassegna Musikè, in una particolarissima lezione dove la classe è rappresentata dagli spettatori in sala.

Persone di tutte le età, come un ragazzo del pubblico che potrebbe essere il giovane Giacomo Leopardi, un gobbo alto un metro e 59 cm, che diventa sempre più basso, poiché si riduce lo spazio intervertebrale, un calo della vista ed altro che una volta non si conosceva, cioè il Morbo di Pott, la spondilite anchilosante causata dalla tubercolosi.

Tramite la sua lucidità feroce ed affilata il grande poeta, incarnato nell’attore, non esce mai di casa, si è abituato alla noia, attende la morte con un sollievo, con la calda pazienza dei condannati, insomma è “ uno sfigato totale“, eppure dopo più di 200 anni siamo ancora qui a parlare di lui, perché non si deve spiegare il profumo dei fiori a chi ha naso, il canto degli uccelli a chi ha orecchie, la dolcezza del miele a chi ha bocca, il colore del tramonto a chi ha occhi.

Andrea Robbiano in Giacomo affronta temi e problemi legati alla sua inadeguatezza, alla sensazione di essere sbagliati, fuori posto, fuori forma, cioè appunto “Fuori misura” in un monologo spiritoso ed appassionato, avvincente, che è piuttosto un dialogo con il pubblico e con un Leopardi fuori da ogni stereotipo scolastico, e proprio per questo durante lo spettacolo ci siamo tutti trasformati negli alunni di uno straordinario professore che spiega Leopardi come nessun insegnante aveva mai fatto, perché la poesia ha bisogno di me, di te, di tutti noi.

Dalla madre Adelaide, bigottona, tirchia e poco affettuosa Giacomo non ha ricevuto nulla, ha dovuto studiare, parlare tacendo, leggere a lume di candela, sopravvivere perché voleva viaggiare, desiderava lasciare la piccola e provinciale Recanati, non poteva vivere lì, ma il suo cuore era un muscolo sentimentale, perché ci si innamora prima o poi, e perché quindi una cosa così bella come l’amore deve farci ancora soffrire così tanto?

E con un docente così cosa potrebbe succede? Alla fine della prima ora gli potrebbero tirare delle banane in testa, con un approccio culturale un po’ alla Moretti ed un po’ intellettuale e dopo “Tocca a me degli Articolo 31, Amore che vieni amore che vai di Franco Battiato, Lucio Dalla”, lo spettacolo si chiude con la musica di Arvo Part in “Spiegel im Spiegel”.

Un incontro speciale con un poeta non più considerato un fossile ma un uomo sensibile, aperto alla vita, ed al suo destino non certo facile, che ci ha donato momenti di straordinaria poesia e non sempre a scuola ci hanno insegnato a comprendere ed amare.

Musikè l’ha fatto a Rovigo al Censer in uno spettacolo serale molto apprezzato ed uno spettacolo mattutino andato deserto perché nessuna classe si è presentata, nonostante fossero state invitate tutte le scuole. Non è stata una bella immagine per Rovigo e non ha fatto onore a Giacomo Leopardi!

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