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Un San Sebastiano di cui innamorarsi

Sabato 14 ottobre è stata inaugurata al Palazzo dei Diamanti di Ferrara la mostra “Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese”, visitabile fino al 7 gennaio 2018. Curata da Giovanni Sassu, conservatore dei Musei d’Arte Antica, e da Francesca Cappelletti, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università della città, nel percorso espositivo segue cronologicamente la crescita stilistica dell’artista, nato presumibilmente nel 1579 e deceduto nel 1632.

Si delinea, così, grazie ad opere ben selezionate, la parabola del Bononi: gli esordi, ispirato dalla tradizione cromatica del Dosso Dossi; la ricerca dell’equilibrio tra sacro e quotidiano ed, infine, in quanto anticipatore del Barocco, l’uso della luce come elemento che rinforza la teatralità della composizione.

Carlo Bononi segna la storia dell’arte del Seicento grazie alla sua abilità nel disegno, alle sue sperimentazioni espressive (dovute, in parte, alle esigenze del mercato dell’arte dell’epoca) e ai suoi viaggi. Ricca di suggestioni e di influenze dalla scuola romana, infatti, il San Sebastiano, del 1624, custodita solitamente presso la Cattedrale di Reggio Emilia, è l’opera, a mio avviso, esemplare di Carlo Bononi.

La mostra non si esaurisce con le nove sale dell’esposizione, ma continua in tutta Ferrara: poco prima del bookshop infatti, una grande mappa indica al visitatore quali sono i luoghi che custodiscono altri capolavori dell’artista. Un patrimonio artistico che verrà raccontato, gratuitamente, dagli studenti dell’Associazione Monumenti Aperti, nelle giornate del 28 e 29 ottobre.

Ferrara apre così le sue porte e offre l’opportunità di conoscere e contemplare meravigliosi siti come: la Basilica di Santa Maria in Vado, la Torre dei Leoni del Castello Estense, la chiesa di San Carlo, il Palazzo Bonacossi, la basilica di San Francesco, quella di San Giorgio e altri.

Per coloro che già conoscono Ferrara e desiderano approfondire la figura del Bononi, imperdibili sono le conferenze ad ingresso libero presso la Pinacoteca Nazionale (al primo piano del Palazzo dei Diamanti): già da domani, martedì 17 ottobre, infatti, i curatori dell’esposizione e Patrick Matthiesen, noto gallerista londinese, tratteranno il tema della pittura ferrarese nel mondo anglosassone.

John Gash, raggiungerà Ferrara il 7 novembre, dall’Università di Aberdeen, per mettere a confronto  il Bononi con Caravaggio, nell’incontro intitolato “Problemi caravaggeschi: da Carlo Bononi ad Antonio Giarola”. Ed infine, il 28 novembre, Stèphane Loire, dal Museo del Louvre di Parigi, aprirà la riflessione artistica sul panorama francese: “I dipinti di Carlo Bononi e dei suoi contemporanei nei musei francesi”, per l’appunto, il titolo.

Non solo gli storici dell’arte, ma anche i musicologici troveranno in questa mostra, pane per i loro denti: dalle opere dove sono raffigurati strumenti musicali, agli spartiti per madrigale che accompagnano la mostra, ai numerosi concerti, organizzati collateralmente dal Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, dall’Associazione Culturale Bal’danza, dal Teatro Comunale e dall’Orchestra di Ferrara.

Per le informazioni sulla mostra e sugli eventi: www.palazzodiamanti.it

 

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One Response to Un San Sebastiano di cui innamorarsi

  1. Cristina Sartorello Cristina Sartorello ha detto:

    Molto bene Sara articolo completo. Io ho visitato la mostra alla vernice e mi è piaciuta Se vuoi foto dei curatori le ho. Così non scrivo più e risparmio un articolo, visto il poco tempo e domani Botero. Ciao. Cristina

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