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Un viaggio di emozioni e magnetismi, guidati dalla prosa di Lorefice

Cesare Lorefice ci ha abituato a riscoprire le bellezze e la storia del Sud. Nei suoi libri (che sono come “scrigni segreti” che si aprono ai nostri sguardi come scenari di un teatro) si coglie lo studio, l’acume e la giusta preparazione e sapienza aggiunte a ricerche approfondite e appassionate trasfuse in testi scorrevoli e fluenti. P10100391- RidimensionatoCosì apprendiamo il suo caleidoscopico mondo che diventa anche il nostro, tant’è la capacità di trasmettere, comunicare, informare quelle angolazione ed inquadrature che al turista-visitatore frettoloso spesso sfuggono.

Nella sua ultima fatica dal titolo già di per sé allettante, “Modica Mazara Adria Milano” (Il treno racconta), partendo dalla sua fanciullezza e da una città patrimonio dell’Unesco (Modica), i cui turisti sarebbero “stregati dai paesaggi d’altri tempi e deliziati dalla sua gastronomia”, descrive il lungo percorso per arrivare da noi, nell’angusto e troppe volte tradito, Polesine.

E’ soprattutto un viaggio di emozioni e magnetismi. I presupposti ricordano la poesia di Charles Baudelaire “L’invitation au voyage” (da “Les fleurs du mal”) nella libera traduzione di Franco Battiato e del filosofo Manlio Sgalambro:

Ti invito al viaggio / in quel paese che ti somiglia tanto. / I soli languidi dei suoi cieli annebbiati / hanno per il mio spirito l’incanto / dei tuoi occhi quando brillano offuscati. / Laggiù tutto é ordine e bellezza, / calma e voluttà.

E questo sembra essere l’invito di Cesare Lorefice rivolto a tutti coloro che amano e si rispecchiano nelle meraviglie del nostro Paese, da nord a sud, da est a ovest, abbattendo distanze, confini, campanilismi anacronistici.

L’autore rivive la sua esperienza, infanzia e maturità, esprimendo spesso sentimenti di nostalgia, che non è mai rimpianto malinconico di ciò che è stato, ma ricordo, memoria, reminescenza,pregnanti di valori che toccano l’animo e le sue infinite sfumature dato che l’autore, noto poeta e scrittore, indagando e conoscendo a fondo l’uomo, penetra nei meandri più nascosti dell’essere per evocarli nella sua interezza facendo emergere quel senso del vivere sempre con intensità e vigore.

01 - COPERTINA DEL LIBRO -Così ci sentiamo quasi presi per mano lungo un cammino condiviso, rivivendo assieme i tantissimi episodi personali raccontati da Lorefice, a volte vere confessioni anche intime, che coinvolgono nella loro tristezza ma soprattutto nella loro serenità vissuta con grande fierezza. Egli è uomo e poeta sempre supportato da una incrollabile fede sia nelle capacità e facoltà umane che nella speranza: la fiducia nell’attesa.

Poi c’è il fascino del treno, dalla locomotiva a vapore ai treni superveloci. L’autore è seduto con il flusso di pensieri che passano come flash inesauribili mentre di fronte c’è chi viaggia con lui, compagni nel percorso e di vita al tempo stesso, e lateralmente sfrecciano le proiezioni del paesaggio che si sovrappongono: sfondi di storia e di racconti inesauribili.

Messaggi che pervengono con immediatezza creando quel rapporto indissolubile di empatia tra autore e lettore, anche perché Lorefice ha il dono della sintesi, dosando opportunamente l’uso della parola che è sempre rasserenante, stimolante.

Ci accorgiamo alla fine del libro di avere viaggiato con la fantasia dove Lorefice ci ha portato con tanta abilità e destrezza. E siamo pienamente appagati per avere condiviso un viaggio in cui si amalgamano e si fondono i pregi e le virtù di una società che crede ancora nei valori umani.

Nicola Berti

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