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Vittorio Grigolo tiene a battesimo l’Accademia internazionale di Danilo Rigosa

“Adria, città della musica”, una frase che racchiude in sé una storia antica, impreziosita dagli eventi musicali che nel Novecento hanno trasformato la città polesana in un centro culturale di pregio, caratterizzato da una vitalità artistica tra le più significative nel panorama nazionale, culla di talenti e capace di esercitare il suo fascino magnetico sui più alti interpreti dell’arte musicale. Non si tratta di un semplice ricordo di ciò che è stato ma di partire proprio da questo glorioso passato nel porre le basi per l’avvenire, un avvenire che riesca a riportare la città e tutto il territorio del Basso Veneto a rianimarsi di quel fervore creativo che gli adriesi ben conoscono. È questa la proposta del maestro Danilo Rigosa, basso di chiara fama ed insegnante di canto sempre più apprezzato a livello internazionale, il quale ha da tempo scelto Adria come sua città e che rappresenta oggi una delle tante ricchezze artistiche del territorio polesano. Un progetto, quello del maestro Rigosa, al quale hanno già aderito nomi illustri del panorama culturale, tra questi la star della lirica Vittorio Grigolo, definito dalla critica tenore “erede di Pavarotti” e idolo dei melomani di tutte le età, presente sabato 2 dicembre alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta nella Sala Cordella ad Adria. Un momento di confronto per le realtà culturali del territorio, al quale sono stati il sindaco Massimo Barbujani e il vicesindaco Federico Simoni a fare gli onori di casa, insieme ad Andrea Donzelli ed Irene Lissandrin, direttore di RovigoOggi ed ex allieva del maestro Rigosa, che ha moderato l’incontro. Molte le realtà locali e le associazioni che hanno accolto l’invito ad essere presenti, tra esse la Corale Adriese, i rappresentanti dei comuni di Ceregnano e Crespino e anche il Circolo “Amici del M° Tullio Serafin” di Cavarzere, altra città molto attiva dal punto di vista culturale.

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“Vittorio è nato qui ad Adria dal punto di vista artistico – ha detto Rigosa – è l’erede di Pavarotti a tutti gli effetti, alla fine di questo mese debutta al Met nel ruolo di Cavaradossi, che oggi è giusto per la sua corda, se glielo avessi fatto cantare vent’anni fa la sua voce si sarebbe rovinata ma lui, da bravo allievo, ha seguito i miei consigli e all’epoca si è dedicato al repertorio leggero con “Il barbiere di Siviglia” e “L’elisir d’amore”, opere nelle quali ha brillato e che continua a cantare”. Oggi quarantenne e nel pieno della sua carriera, che lo porta a esibirsi nei templi mondiali della lirica, Grigolo era poco più che ragazzo quando, oltre vent’anni fa, iniziò a studiare ad Adria col maestro Rigosa. La conferenza di sabato è stata per lui un fluire di ricordi e aneddoti di quegli anni, raccontati con garbo e leggerezza, che hanno contribuito a creare un clima piacevole. “Adria è il mio punto di partenza – ha detto Grigolo – proprio per questo darò senza riserve il mio benestare e tutto l’aiuto possibile al progetto di questa accademia internazionale di canto che avrà in Danilo la sua figura centrale, sono qui con entusiasmo per creare qualcosa di buono per gli altri, come Danilo ha fatto per me anch’io voglio contribuire ad aiutare i giovani di talento che hanno fatto della musica il centro della loro esistenza. Adria ha tante risorse, penso al Teatro, al Conservatorio, alla vitalità e all’accoglienza che fa parte del patrimonio veneto, da qui partiremo a rilanciare la cultura, creando preziose sinergie”.

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Molte le idee emerse nel corso dell’incontro, tra cui far rinascere il Premio Ferrante Mecenati ma anche dare fiducia ai giovani direttori d’orchestra, ai compositori contemporanei, agli esecutori e agli interpreti incentivando la produzione di nuove opere, magari da far debuttare proprio al Teatro Comunale di Adria. Al termine della conferenza stampa c’è stato anche un momento istituzionale, durante il quale Grigolo e Rigosa hanno firmato il libro d’onore della città nell’ufficio del sindaco.

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