Proponiamo ai nostri lettori i versi di 12 grandi poeti veneti, una scelta curata con sguardo attento, esperto e sensibile da Sandro Marchioro.
Vorremmo che di questi autori si tornasse a parlare e che soprattutto si tornasse a leggerli: sono 12 grandi poeti veneti, alcuni noti altri meno. Sono comunque voci che vorremmo riascoltaste. Li proponiamo così: solo testo, nome e luogo, come negli epitaffi; senza la confusione intorno di parole, di commenti o di “spiegazioni” (come si fa a scuola): ognuno cerchi di sintonizzarsi a modo proprio, magari cercando, magari ascoltando. Buona lettura.

Marco Munaro
Castelmassa (Rovigo), 1960

GOLENA

A Cristina, febbraio

Nella fontana di luce
che riempie la stanza
mi fermo ad ascoltare
la musica dello stagno e dei platani
delle canne e delle tane di volpe
raccolta insieme in un’ansa
del fiume in secca.

Tra le canne scendono sentieri ai maceri
che gli ontani intorno hanno scoperto
e poi hanno coperto
entrando numerosi nell’acqua.

Tutto ruota, camminando, e Alza gli occhi,
mi dici, vibrano come uno sprazzo
giovani uccelle nel cielo azzurro.

Davanti, un campo arato
e qualche filare, e gemme tese di salice.
Le case in golena hanno finestre che arrivano al tetto,
da una di quelle finestre
mi sporgo e ti chiamo.

L’aria è così tersa che prende fuoco,
nel buio veneziano.

Marco Munaro, Ruggine e oro, Rovigo, Il ponte del sale, 2020, pag. 34

LADY MACBETH
Ho guardato l’acqua stagnante verdissima
e ho visto impronte
intarsiate nel marmo semovente
di una lepre notturna
Ombre salite dal fosso
con la nebbia e impastate
con prime foglie di pioppo, di tiglio
soffiate nell’aria tiepida, cadute

Passano le ombre, ritornano.
Due ragazzi mi salutano,
volano via

Marco Munaro, Ruggine e oro, Rovigo, Il ponte del sale, 2020, pag. 57

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