Proponiamo ai nostri lettori i versi di 12 grandi poeti veneti, una scelta curata con sguardo attento, esperto e sensibile da Sandro Marchioro.
Vorremmo che di questi autori si tornasse a parlare e che soprattutto si tornasse a leggerli: sono 12 grandi poeti veneti, alcuni noti altri meno. Sono comunque voci che vorremmo riascoltaste. Li proponiamo così: solo testo, nome e luogo, come negli epitaffi; senza la confusione intorno di parole, di commenti o di “spiegazioni” (come si fa a scuola): ognuno cerchi di sintonizzarsi a modo proprio, magari cercando, magari ascoltando. Buona lettura.

Romano Pascutto
San Stino di Livenza (Venezia), 7 luglio 1909 – Treviso, 8 aprile 1982

La verta

Toh, el camp l’è zà verdo
e la vedèa bianca saltona
in cortil come na toseta
senza moroso da sabo passà.
Le palade s-ciopa de buti,
i spini more e nasse foie.
Ehi, sta rivando la verta
e d’ogni roba l’ha le ae
e un zigo come le çilighe,
imbriaghe stonfe de çiel
tut vert sora tere arade.

La primavera

Toh, il campo è già verde
e la vitella bianca saltella
in cortile come una ragazza
senza l’innamorato da una settimana.
Le siepi esplodono di gemme,
le spine muoiono e nascono foglie.
Ehi, sta arrivando la primavera
e ogni cosa ha le ali
e un grido come i passeri,
ubriachi di cielo
tutto aperto sopra terre arate.

Romano Pascutto, L’acqua, la tera, la piera e altre poesie, Venezia, Marsilio, 1990, pag. 49

Vietnam

L’usignol nina i to insogni,
el merlo te canta la sveia,
la magnolia te profuma i nizìoi.
E po de zorno l’è sisìe alte
imbriaghe de campane, foie de sol,
putèi de zoghi che no finisse mai.
Ma la to ment no l’è qua e gnanca
straca l’è de là: l’è dove se brusa
insogni e magnolie, sisìe e putèi.

Vietnam

L’usignolo culla i tuoi sogni,
il merlo ti canta la sveglia,
la magnolia ti profuma le lenzuola.
E poi di giorno sono rondini alte
Ubriache di campane, foglie di sole,
bambini di giochi che non finiscono mai.
Ma la tua mente non è qui e nemmeno
assente è di là: è dove bruciano
sogni e magnolie, rondini e bambini.

Romano Pascutto, L’acqua, la tera, la piera e altre poesie, Venezia, Marsilio, 1990, pag. 347

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