Si è concluso il 3 ottobre 2021 il festival di fotografia di Ferrara, “Riaperture”, che dopo un rinvio infinito, ha movimentato per quattro weekend la vita della città, con incontri con gli autori, seminari e workshop di fotografia.

Performance e installazioni in spazi abbandonati

Il festival a tema “Ideale” è giunto alla sua quinta edizione, con la direzione artistica di Giacomo Brini, che ha proposto 18 mostre di importanti autori italiani ed internazionali, situate in luoghi normalmente non accessibili alla fruizione del pubblico, e per la prima volta un circuito OFF, che ha selezionato attraverso una call oltre 30 progetti, visitabili in alberghi, ristoranti, bar e negozi della città.

Si parte dalla mostra del Maestro Franco Fontana “Personale per Ideale” nella Chiesa di San Giuliano, con i suoi Landscapes, denotati dalla purezza delle forme e dei colori; si passa a Fabio Bucciarelli che ha fotografato gli operatori della Croce Rossa a Bergamo durante la pandemia di Covid-19, con immagini durissime; Gideon Mendel in “Submerged portraits” ha ritratto vittime di alluvioni nel loro ambiente devastato e la mostra nell’ex Ipsia, è il giusto contenitore per queste fotografie, dove abbiamo anche le visioni straordinarie di Luis Cobelo e di “Chas Chas”.

Ci troviamo di fronte non tanto a una semplice esposizione fotografica, quanto a una vera e propria “performance installativa” in cui il vulcanico Cobelo per una settimana ha esplorato gli spazi abbandonati dell’Ex Monastero di Santa Caterina alla ricerca di materiali, oggetti evocativi e angoli nascosti per ricreare il caos e la magia del “Parque Chas” di Buenos Aires, un quartiere ricco di magia, in cui si può ritrovare tutto quello che si è perso, con le storie dei mille personaggi immortalati negli scatti del fotografo, ispiratosi ad un fumetto argentino di 32 anni fa, che apre finestre sulla dimensione onirica dentro di noi.

Un viaggio nel mondo e nell’umanità quotidiana

Sempre nella stessa sede si passa dall’apparente perfezione del sistema politico della Corea del Nord, con Korean Dream di Filippo Venturi alle immagini di “Jova Beach Party” del fotografo siciliano Francesco Faraci, che ci ha riportato sotto il palco dell’ultimo tour di Jovanotti del 2019; mentre Marco Buratti con “Bio Minds” ci parla di biomimetica e Fabio Mantovani con “Cento case popolari” ha analizzato dieci grandi sistemi abitativi italiani.

Nel giardino di Palazzo Schifanoia troviamo le opere di Christy Lee Rogers che in “Muses Uman” ha presentato grandi tele di fotografie scattate sott’acqua alle Hawaii, che parlano della bellezza e della vulnerabilità dell’essere umano; poi Serena Vittorini alla Porta degli Angeli, con un lavoro audiovisivo di un amore durante il lockdown, mentre Eleonora Calvelli con “Rainbow families” ha narrato la quotidianità di dodici famiglie con genitori omosessuali.

A Palazzo Massari erano esposte le opere di Francesco Comello con “L’isola della salvezza”, una utopia educativa onirica in una Russia fuori dal mondo, poi “Chile desperto”, reportage di Alessandro Cinque sulle manifestazioni per l’aumento del biglietto della metropolitana in Cile nel 2019, ed infine “Spartaco e Liza” di Giorgio Bianchi che ha narrato l’amore di un miliziano filorusso per una sarta del teatro dell’Opera di Donetsk, in Ucraina, abbandonata dal marito scappato in Russia.

Alla Fattoria Grisù “E’ così la vita” di Lea Meienberg, ha illustrato l’esistenza in Sardegna delle persone più anziane in Europa; mentre Arianna Genghini con “Fiori nudi” ha proposto un suo manifesto femminista e per concludere i vincitori del concorso “Ideale”, Barbara Pau per lo scatto singolo e Francesco Andreoli per il progetto fotografico.

Tornare a visitare la città

Il festival Riaperture è stato un passaggio necessario per tutti, dopo mesi di unica fruizione fotografica mediata da schermi e monitor.

Inoltre ha permesso ai residenti ma specialmente agli amanti della fotografia, di tornare a visitare luoghi iconici della città, in un’ottica di rigenerazione urbana, pensando alle esposizioni in sicurezza all’aperto, ed alla cultura come strumento fondamentale per la sopravvivenza dell’intero ecosistema fisico e psichico, con mostre diversificate di buon livello.

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