Si è inaugurata l’8 dicembre ad Abano Terme la Casa Museo Bassi Rathgeb, allestita nell’omonima villa fatta costruire nel 1566 dal medico Giovanni Antonio Secco, lungo l’attuale via Appia Monterosso, a ridosso del cuore del centro termale.

La Villa, dopo molti passaggi di mano, divenne proprietà comunale nel lontano 1979 ed è stata destinata ad accogliere l’ingente patrimonio donato alla città dalla vedova di Roberto Bassi Rathgeb, illustre collezionista, storico dell’arte ed intellettuale bergamasco, legato alle terre aponensi da lunga frequentazione. Un patrimonio di oltre 420 opere tra dipinti, disegni, incisioni, reperti archeologici e mobili di antiquariato di alto livello, una raccolta messa insieme con una organicità di vedute ed al tempo stesso con un gusto di raffinata scelta, come segnalato da Rodolfo Pallucchini, uno tra i più illustri storici dell’arte veneta ed italiana.

Servirono quasi due decenni per definire il progetto di conversione della nobile dimora al nuovo uso pubblico e programmare i lavori di restauro; con il procedere dei lavori, parti dell’edificio e delle adiacenze sono state destinate ad accogliere uffici comunali.

Poi il via agli interventi di restauro artistico, che hanno tra l’altro interessato tutti i nove importantissimi cicli di affreschi che rendono unica questa villa veneta. Affreschi databili, per la gran parte, all’inizio del 1600, attribuiti ad artisti di ambito del Veronese e più esattamente dello Zelotti che affrescò da solo o con Paolo Veronese, diverse ville palladiane.

Con gli affreschi, i restauri hanno ridato dignità anche agli stucchi settecenteschi, realizzati dalle maestranze veneziane, e all’Oratorio che dopo il 1775, il marchese Giovanni Antonio Dondi Orologio, volle fosse innalzato nelle esatte forme della Casa di Nazareth, conservata nel Santuario di Loreto.

A conclusione dei capillari interventi, il corpo nobile della villa tornerà ad assumere l’aspetto di una elegantissima Casa-Museo, come è nei sogni di molti aponensi, centro culturale ed espositivo per i cittadini ma anche per i numerosi turisti internazionali.

Nei saloni affrescati del piano nobile torneranno i mobili d’epoca, le armi e le armature, i reperti archeologici collezionati dal raffinato intellettuale bergamasco ed il fior fiore della sua importante raccolta d’arte, troverà stabile collocazione al secondo piano della nobile dimora, andando a ricomporre una quadreria d’eccellenza. Tra le opere più importanti, miniature di codici del Quattrocento e Cinquecento e affreschi del Cinquecento, poi antiquariato artistico, sculture, dipinti, disegni e le incisioni di maestri rinascimentali e seicenteschi  tra cui sono opere di Giovanni Battista Moroni, Palma il Giovane e Guido Reni.

E quadri di pittori settecenteschi come Gian Domenico Tiepolo e Vittore Ghislandi, o il fiammingo Abraham Van Beyeren. Un’ulteriore selezione dei 120 dipinti, 70 disegni e delle preziose acqueforti della Collezione Bassi Rathgeb, sarà proposta in una mostra temporanea all’interno dei suggestivi ambienti ipogei della Villa. Questi spazi di grandissimo fascino, sono infatti destinati ad accogliere, con cadenza semestrale, esposizioni di approfondimento di pagine importanti della storia dell’arte e della fotografia internazionale. Del polo culturale farà parte anche la collezione di maschere del museo Sartori, che verrà trasferita nella Barchessa della villa e sarà visitabile dal 2019.

Il Museo sarà un soggetto attivo e partecipativo, in grado di dialogare con la città di Abano, con la sua capacità di coniugare benessere e cultura, offrendo al visitatore accanto alla rotazione delle 420 opere della collezione, perché le sale possono ospitare circa una quarantina di opere alla volta, momenti di musica, teatro, danza, per una proposta di contenuti di carattere storico artistico, ma anche ludico ed interattivo ed  il suo ruolo sociale sarà la sua funzione essenziale, il fine della sua esistenza dinamica.

Quindi il museo si risveglia, i quadri prendono vita, si animano, sono gli attori, si raccontano ed ora sono ritratti di donne, soprattutto nelle sale ipogee del Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme, dove figure femminili avvolte nel fumo che evoca quello dei fanghi termali, escono dalle cornici, si mostrano in fotografia, nella loro vita quotidiana, parlano con la voce delle protagoniste di “La Recherche” di Proust, in  una performance simbolica in cui le donne, anche quelle di quadri e affreschi, diventano attrici.

Una metafora forte, scelta dallo scrittore e regista Giancarlo Marinelli per le tante pièce che trasformano Villa Bassi in museo vivo, grazie a un percorso multisensoriale di musica ed effetti sonori, parole, fumo, luci e multivisioni firmate dalla creatività di Francesco Lopergolo.

Il museo per ora è aperto al fine settimana con visite guidate ed il costo del biglietto è di sei euro e quello ridotto a tre euro, per studenti, anziani e fasce convenzionate.

Per informazioni: museo@abanoterme.net

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