Abbandonato da oltre vent’anni, l’ex manicomio di Granzette riapre le porte, per scoprirne gli edifici, l’immensa area verde, ma anche le storie e sofferenze di chi vi ha vissuto. Sabato 24 marzo la visita gratuita, promossa da Bianconero.

La visita, rigorosamente su prenotazione, inizierà alle 16.00 e ripercorrerà la storia, la memoria, l’attualità ed i progetti di ridestinazione del manicomio di Rovigo. Le prenotazioni vanno fatte all’indirizzo red.biancoenero@teletu.it. Il ritrovo è una decina di minuti prima davanti al cancello del manicomio, in via Chiarugi, 135.

La visita si svolge per i viali, per un percorso di 1,5 chilometri e due ore con 14 “stazioni”: “una sorta di via crucis dei matti – spiega Biancoenero – davanti ai reparti e luoghi significativi”, guidati dallo studioso Roberto Costa, fino alla fontana del Pittore del manicomio.

L’intento di Biancoenero è riflettere anche in vista di una possibile apertura dell’area, che ne valorizzi non solo gli aspetti architettonici e ambientali (il parco del Manicomio è un vero e proprio polmone verde alle porte della città), ma istituisca anche un “museo della memoria del manicomio”, ossia uno spazio destinato a ricordare le persone che vi furono internate coattamente.

I manicomi – spiega l’associazione – furono una vera e propria istituzione totale per rinchiudere i ‘diversi’, attivi in Italia dal quindicesimo secolo e aboliti nel 1978 con la legge Basaglia per entrare nelle pieghe della storia. Il manicomio di Granzette è stato definitivamente chiuso nel 1997 e da allora giace, sbarrato, in una sorta di ‘campana del tempo'”.

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