Due giorni di note e balli, per la quindicesima edizione di “Ande bali e cante”, il festival di musica e danze popolari, che anche quest’anno è tornato, sfidando le difficoltà.

Difficoltà che non nasconde Mario Cavriani, nella chiusura del festival, sabato 10 dicembre, svelando però anche la determinazione dell’associazione Minelliana a portare avanti l’evento. Perché “la musica unisce. In 15 anni di festival abbiamo imparato che comunità e popoli diversi hanno spesso tradizioni musicali simili e il confronto è sempre un grande arricchimento per tutti“.

corrado-corradi-tombesi-roberto-e-alessandro

A concludere la due giorni, un concerto proposto nella formula del “filò”, vera novità di quest’anno, con gli artisti a cerchio sul palco, a raccontarsi storie e suonare le proprie musiche come un tempo.

Il concerto finale, introdotto da Chiara Crepaldi sul significato storico e sociale della formula de “Le dodici parole della verità”, racconto antichissimo che si faceva nei filò ad Adria, è partito opportunamente con le melodie che accompagnavano le danze popolari delle valli occitane del Piemonte.

Una tradizione che si sta perdendo e che Silvio Peron, musicista e compositore della Val Vermenagna, nel cuneese, ha raccolto e diffuso con concerti, dischi, partecipazioni, cantando ed accompagnandosi con l’organetto. Storie di sirene e di fiumi con la melodiosa voce della moderna cantastorie bellunese Erica Boschiero accompagnata dall’unica fisarmonica sul palco, quella di Sergio Marchesini.

Il duo si è esibito con brani dell’ultimo concert de dessin “E tornerem a baita”, scritti per celebrare le tradizioni delle montagne. Si passa alla concertina con Corrado Corradi e i suoi “Racconti di bagnanti dell’ultima estate”(1993) e l’esecuzione di “Albeso” con Roberto Tombesi.

Melodie sudamericane, fatte di melanconie e di crescendi, sonorità da jazz internazionale, ma anche medley di Ennio Morricone per il poliedrico Duo Minazzato Rampazzo. Armonica a bocca cromatica, strumento difficile e personale, accompagnato dalla chitarra classica. In conclusione, un’esibizione del gruppo Calicanto che festeggia i 25 anni di carriera, e poi una courenta occitana per far ballare il pubblico.

trio-labir

Nei giorni precedenti, il primo concerto filò ha visto il pubblico incollato alle poltrone fino alla mezzanotte, ad ascoltare i  polesani Trio Labir, gruppo formato da Marco Dainese (viola, voce), Alberto Muneratti (chitarra acustica, bouzouki) e Walter Sigolo (fisarmonica, voce, percussioni).

E ancora,  Francesco Ganassin, con il misterioso suono dell’armonium, ecclesiale ma morbido e caldo, la melodica suonata da Alessandro Tombesi, poi Francesca Gallo, l’unica donna in Italia a costruire fisarmoniche, la musica di respiro irlandese con i giovani Seaclaid, organetto, flauto e chitarra lanciati in armonie molto evocative e quasi new age. Infine un duo madre e figlio, Flavia Ferretti (del gruppo padovano Nanabò) e Michele Cavazzini con splendidi e piacevolissimi pezzi eseguiti agli organetti.

Ad aprire il festival, il 9 dicembre, un evento straordinario con il coinvolgente racconto sull’Italia del dopoguerra del giornalista e scrittore Gian Antonio Stella.

diapo-stella-3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *