Cos’è la “salsa alla spagnola”? Ma come, non lo sapete? Eppure la praticate quasi tutti i giorni. E cosa c’entrano i soldati americani con la tradizionalissima carbonara? Sorpresa sorpresa! Bevetevi queste nuove righe del nostro Casoni sopraffino e capirete.

Abbiamo accennato alla provenienza della pasta e all’origine non propriamente europea del pomodoro, ma tocca abbattere altri miti: la stessa salsa al pomodoro l’hanno inventata gli spagnoli, forse scopiazzandola dalle popolazioni americane colonizzate.

Quando arriva in Italia sul finire del Seicento, infatti, è nota come “salsa alla spagnola”. Grazie al vagabondare di ortaggi e ricette, oggi abbiamo ricette tradizionalissime, come la pasta alla puttanesca o l’amatriciana, versione in rosso della più remota ricetta “alla gricia”.

Tanto per rimanere in tema, parliamo della carbonara, altro piatto della tradizione romana: fu inventata dai soldati americani sbarcati in Italia durante la Seconda guerra mondiale. In barba agli infiniti dibattiti sull’uso del guanciale o della pancetta, insomma, gli spaghetti alla carbonara non sono altro che una tipica colazione all’americana sbattuta su un piatto di pasta.


Tolto l’uovo, tolto il pomodoro, tolto il guanciale, ci resta la tradizionale cacio e pepe. Piatto che richiede, tuttavia, il pepe, semino di una pianta nativa non dei colli romani, bensì dell’India. A farlo sbarcare nel nostro continente in tempi antichi, ancora una volta i commerci attraverso il mondo arabo, per secoli vera e propria cerniera tra l’Europa e il lontano Oriente.

Imprescindibile sulla pasta e sulla pizza della nostra tradizione, è anche l’amato basilico, tra l’altro ingrediente chiave di un altro condimento italianissimo: il pesto alla genovese. Si tengano forti i sovranisti liguri: questa piantina, originaria dell’India, viene usata per la prima volta in cucina nel Settecento. E prima? Nel nostro continente era presente più o meno dal 350 dopo Cristo, ma per secoli questa pianta è stata ritenuta dannosa per la salute. Non la potevamo manco vedere. Oggi il pesto alla genovese si fa in ogni casa d’Italia, ma più probabilmente si compra già fatto in ogni supermercato d’Italia, tanto sull’etichetta ci garantiranno la rigorosa tipicità del prodotto. (I pinoli, però, molto probabilmente saranno stati raccolti in Turchia).

Personalmente adoro un piatto tipico della tradizione pugliese (mi perdonino i nazionalisti padani, se esistono ancora): le orecchiette con le cime di rapa. La Puglia è tra le principali regioni produttrici di questo ortaggio, che però, scopro, ha le sue radici storiche nel lontano Oriente, da cui è arrivato forse nel Seicento. Uffa, che barba questi commercianti arabi.

Difficile prescindere anche dal peperoncino, in questa e molte altre ricette che più tradizionali non si può. Purtroppo, anche lui è cittadino americano importato in Europa dopo i viaggi di Colombo, che già nel 1494 ne fa dono ai reali di Spagna.

Viene battezzato con il nome attuale solo nel Novecento, come diminutivo di un altro ortaggio americano, il peperone, anche lui alieno invasore dell’antico continente. Viene davvero difficile immaginare come fosse il mondo, o almeno come fossero i nostri orti, prima di Cristoforo Colombo.

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