Hanno intrapreso esperienze di vita e di studio in Brasile durante le quali è maturato il bisogno di cambiamento e di giustizia sociale. Sono Giulia Casellato e Riccardo Cazzadore, titolari della nuova azienda agricola “Gli Orticelli di Giulia” che apre ad Adria.

“Quando abbiamo scelto di aprire “Gli Orticelli di Giulia” l’abbiamo immaginata come un “laboratorio” che potesse farci sperimentare contemporaneamente la cura per l’ambiente, la produzione di cibo sano, l’inclusione sociale e l’alleanza tra produttori e consumatori. Il terreno a disposizione non è molto, tre ettari, per questo abbiamo deciso di diversificare la produzione e rivolgerci direttamente al consumatore cercando di creare un forte legame col territorio in modo da evitare completamente la dipendenza dalla grande distribuzione.

Il primo passo è stato destinare ad orti urbani una parte del terreno. Il progetto, condiviso col circolo Acli di Adria (Carbonara), rispondeva ad una esigenza sentita da tempo in città. Non essendoci spazi simili sul territorio abbiamo dato la possibilità di coltivare 50 metri quadri di terreno a chiunque volesse cimentarsi con la terra indipendentemente dall’età e dal reddito facendo di un’esperienza personale anche un’occasione di socialità. Contemporaneamente, abbiamo piantato 200 alberi da frutto di quasi cento varietà antiche e abbiamo iniziato la produzione di ortaggi cercando nella biodiversità un alleato per ridurre i rischi derivanti dai cambiamenti climatici.

Successivamente è nata l’esigenza di uno stabile da dedicare alla vendita diretta e aula didattica a supporto delle nostre attività. Mettendo a frutto le nostre esperienze di architetto e direttore di lavori edili maturate precedentemente, ci siamo avventurati nell’autocostruzione di una casa in paglia. A gennaio 2015 abbiamo deciso di prefabbricare le nostre pareti, in modo da velocizzare il lavoro di montaggio in primavera. Il cantiere è stata un’opportunità per riscoprire materiali naturali e tecniche costruttive locali, ma ha anche avvicinato molti giovani, come ad esempio gli studenti della scuola edile di Rovigo e un laureando in ingegneria ambientale che ha deciso di utilizzare il nostro fabbricato per la sua tesi di laurea studiandone la sostenibilità dal punto di vista del ciclo di vita dei materiali utilizzati (legno, paglia, terra, calce).

L’unione di questi elementi ha dato luogo ad un edificio estremamente confortevole e con ottime prestazioni energetiche, tanto da non rendere necessario alcun impianto di raffrescamento e riscaldamento. Questo non era sufficiente, però, a rispondere all’altra grande sfida: l’approvvigionamento di energia. Siamo partiti installando un piccolo impianto fotovoltaico che potesse alimentare la pompa per l’irrigazione a goccia della nostra azienda e a servizio dei 16 orti urbani, per poi proseguire con l’installazione di un secondo impianto col quale facciamo funzionare la pompa di calore che produce l’acqua calda, l’illuminazione e l’energia per i frigoriferi durante l’estate.

In entrambi i casi abbiamo scelto di rimanere completamente staccati dalle reti nazionali (gas e luce) e di utilizzare solamente l’elettricità autoprodotta. Ovviamente tutto ciò richiede un uso più consapevole delle risorse e una maggiore programmazione, ma è anche un modo per avvicinarci ad una realtà che spesso ci sfugge: le risorse sono limitate e, perché tutti possano goderne, è necessario utilizzarle in maniera più intelligente. Il 26 marzo a Rovigo abbiamo ricevuto il riconoscimento dal Treno Verde di Legambiente che ci ha inserito nel dossier “rinnovAbili” che raccoglie le buone pratiche di privati e enti pubblici nella direzione di un futuro al 100% rinnovabile.”

Chiediamo loro quali siano i progetti all’orizzonte e qualche dettaglio sull’inaugurazione:

“I nostri progetti sono ancora tanti: da questa primavera abbiamo avviato dei percorsi di “Fattoria didattica”, focalizzati sui temi della biodiversità, del risparmio energetico e dei materiali naturali utilizzabili in edilizia. Vorremmo concludere a breve il progetto del fabbricato con il tetto verde che migliorerà ulteriormente le prestazioni dell’edificio nel periodo estivo e contribuirà a contrastare il fenomeno delle bombe d’acqua rallentando l’apporto di acqua piovana alla rete irrigua.

In questo breve periodo di attività siamo anche venuti a contatto con i problemi di integrazione che investono diverse realtà, dalla disabilità psichica, tramite associazioni come “Down Dadi” e “Attivamente”, al reinserimento sociale di migranti vittime di tratta (progetto regionale Na.Ve). Ci siamo resi conto che un ambiente agricolo così organizzato consente di valorizzare persone marginalizzate e per questo stiamo cercando di attivare dei percorsi più strutturati di fattoria sociale. La prossima sfida riguarderà la mobilità sostenibile. Per venire incontro alle esigenze del cliente stiamo costruendo un servizio di consegna a domicilio degli ortaggi e dei frutti prodotti, utilizzando una cargo bike elettrica, da ricaricare attraverso il nostro impianto fotovoltaico.

L’attività è cresciuta in questi anni a piccoli passi e ora che abbiamo raggiunto i nostri primi obiettivi abbiamo deciso di inaugurare ufficialmente l’azienda agricola. L’appuntamento è per sabato 5 maggio a partire dalle ore 16,30 ad Adria in via Località Orticelli 28/C.

Volendo diffondere il nostro progetto, saremmo lieti di ospitarvi nella nostra azienda durante l’inaugurazione per far pervenire il messaggio ad un grande numero di persone perché è possibile fare agricoltura in maniera diversa, rimettendoci in relazione con la natura, con noi stessi e con gli altri. Per approfondire l’argomento potete contattarci al numero 340 5754882 oppure visitare il sito gliorticellidigiulia.it e la nostra pagina facebook”.

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