Ottantuno foto illuminate da fiammelle di candele, spettrali dettagli delle lamiere contorte del DC-9 Itavia precipitato al largo di Ustica nel 1980: sono gli scatti di Nino Migliori esposti in questi giorni a Bologna per la mostra “Stragedia”

Il 27 giugno 2020 ricorreva il quarantesimo anniversario della Strage di Ustica, degnamente ricordato con questa mostra, promossa dal comune di Bologna, dal MAMbo – Museo d’arte moderna, dal Museo per la memoria di Ustica e dall’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica. L’esposizione, curata da Lorenzo Balbi, si tiene negli spazi cinquecenteschi dell’ex Chiesa di San Mattia, fino al 27 settembre.

La strage e la tragedia

Il progetto è stato ideato da Nino Migliori, con Aurelio Zarrelli per musica e sound design a riproporre i suoni dell’aereo e della stazione radio di controllo, Elide Blind e Simone Tacconelli alla direzione video ed editing, e Paolo Barbieri per l’audiovisual design.

Si sviluppa in una video-installazione immersiva inedita, con sette schermi di grandi dimensioni  posizionati ad altezze ed angolature diverse. E’ nato come una narrazione audio-visiva, da una rielaborazione delle 81 immagini, tante quante sono state le persone scomparse, scattate dal grande fotografo nel 2007, durante l’allestimento negli spazi del Museo per la Memoria di Ustica dei resti dell’aereo Douglas DC-9 della compagnia Itavia, caduto durante il volo di linea IH 870 da Bologna a Palermo.

Gli 81 scatti sono stati eseguiti a “lume di candela” tecnica utilizzata dal fotografo nel 2006 per la serie Lumen. Nino Migliori l’anno successivo ottenne l’autorizzazione per accedere al cantiere aperto e fotografare i resti del velivolo, e le tremule fiammelle delle candele illuminano i muti testimoni di una “Stragedia”, neologismo inventato dall’artista per coniugare l’idea della tragedia a quella di una volontà stragista.

Scatti a lume di candela

Nino Migliori è noto per le sperimentazioni sul materiale fotografico eseguite mediante tecniche di sua invenzione come le “ossidazioni e i pirogrammi”, oltre alle ricerche di stampo realista sull’Italia del dopoguerra, in uno spirito di ricerca umanista, come acuto osservatore antropologico: “Decisi di realizzare a lume di candela 81 fotografie di frammenti dell’aereo come fossero ceri votivi vibranti contro le tenebre in senso lato”.

All’interno di uno spazio buio vuoto, illuminato solamente da un cerchio centrale, possono accedere su prenotazione non più di quindici persone ogni venti minuti, che possono spostarsi nella chiesa, per assistere in piedi alla proiezione delle fotografie in bianco e nero, accompagnata da suoni, rumori, voci ed alla fine sugli schermi scorrono i nomi delle 81 vittime. Poi il silenzio, si riaccende la luce e ti ritrovi di colpo proiettato nel 2020, ai tempi del Covid, perché tutti i partecipanti hanno l’obbligo di usare la mascherina, con un effetto di spaesamento, di perdita di controllo, per una totale inquietante astrazione.

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Nino Migliori e di parlare con lui ben due volte, ed essendo nato nel 1926 il suo incontro è stato davvero una scoperta ed un arricchimento per la modernità delle sue sperimentazioni artistiche e fotografiche, per la ricerca dei materiali sempre nuovi, con un atteggiamento curioso, vivace e propositivo.

La mostra “Stragedia”

Orari di apertura: venerdì e sabato dalle ore 20.00 alle 22.00, la domenica dalle ore 18.00 alle 20.00 nella ex Chiesa di San Mattia, via Sant’Isaia 14/a Bologna (zona ztl).

Ingresso libero solo con prenotazione: tel. 051 6496611

La mostra è accompagnata da un catalogo ben fatto, che riproduce in toto la serie completa delle immagini, Edizioni MAMbo.

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