Sior Todero Brontolòn è una commedia di Goldoni che basa la sua comicità su un equivoco surreale: l’anziano protagonista ha un caratteraccio e tra le altre cose pretende di pianificare il futuro e la vita di chi gli sta intorno come se fosse destinato comunque a sopravvivere a tutti, persino ai giovani che hanno cinquant’anni meno di lui. Stiamo vivendo quotidianamente una situazione molto simile, benché purtroppo ciò che accade a noi abbia il connotato della tragedia e non certo quello della commedia.

Abbiamo in parlamento e nelle posizioni di rilievo di tutto l’apparato statale una casta di tanti “Siori Toderi Brontoloni”, che non parlano necessariamente in dialetto veneto ma che occupano quelle posizioni grazie ad un equivoco, tanto disastroso quanto tragico. Non hanno saputo o voluto affrontare nessuno dei reali problemi del paese: il debito pubblico è fuori controllo, la criminalità organizzata non è mai stata forte come ora (basta pensare alle recenti vicende che riguardano Riina, Dell’Utri e Contrada per capire che aria tira), la corruzione è endemica e dilagante, la crisi economica morde le classi più fragili e sta facendo sparire la classe media, l’ambiente viene quotidianamente stuprato e un’immigrazione biblica e dai contorni inquietanti viene gestita esclusivamente a scopo elettorale. La classe dirigente ha fallito su tutti i fronti.

Eppure i diretti responsabili di questo scempio si comportano come se non avessero colpa, si ripropongono e si candidano a governare nuovamente il paese forti del fatto che ci sono milioni di cittadini pronti a sostenerli. Guardo con sconcerto e preoccupazione al ritorno di Berlusconi, ai deliri di Renzi, alle affermazioni aberranti di Salvini e penso che comunque vadano le prossime elezioni questo incubo non avrà fine. Non voglio pensare che tutte le persone di destra si riconoscano in Alfano o in Gasparri e nemmeno che chi si sente di sinistra si identifichi in Renzi o in Romano. Indro Montanelli diceva “voto DC turandomi il naso”, sostanzialmente è quello che accade anche oggi ma l’esito è disastroso. Mi auguro che i giovani che si avvicinano oggi alla politica sconfessino e delegittimino i criminali che hanno usurpato gli ideali prima ed i posti di potere poi: spero che straccino i ridicoli gilet azzurri del Cavaliere e ficchino le salamelle arrosto delle feste del PD nella gola (o in altre cavità) della nomenklatura PD.

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