Il fotografo Mario Lasalandra è stato a Palazzo Roverella per la mostra dedicata al Delta del Po raccontato da Pietro Donzelli. Un “incontro” tra due modi di usare la fotografia per restituire la magia del mondo.

Nel prossimo numero della rivista Rem (in uscita a fine mese), ci sarà un articolo sul fotografo di Este Mario Lasalandra, che espone per Polesinefotografia nel piano nobile di Villa Badoer a Fratta Polesine le sue cento e più opere, fino al 14 maggio 2017.

Lasalandra, nato venti anni dopo, aveva conosciuto Pietro Donzelli di fama, mentre si apprestava a fare il servizio militare e non aveva ancora iniziato il suo percorso fotografico. Non si erano mai incontrati personalmente. Ora è stato a Palazzo Roverella per visitare la sua mostra.

Le foto di Donzelli sono molto pulite, essenziali, minimaliste, con una cura del particolare e della regola dei terzi, l’uso perfetto della luce e delle ombre, dando così contrasti netti tra il bianco e il nero, privilegiando il paesaggio del Delta del Po, una figura sola possibilmente e qualche volta un gruppo di persone, in occasione di un evento specifico del paese.

“Sono composizioni che catturano, visioni di perfetta chiarezza e geometria. Era esattamente il tempo, come disse Fellini, in cui la poesia era ovunque ed aspettava di essere colta”.

Donzelli si accosta alle persone con discrezione, molto raramente in modo frontale, e le persone ci sono anche se non sono rappresentate, con l’inquadratura nell’inquadratura. In questo meccanismo visivo del trovare immagini dentro le immagini, si collegano anche i numerosi rispecchiamenti-raddoppiamenti che Donzelli utilizza sia nel paesaggio per la presenza di specchi d’acqua, sia in altre fotografie con figure allo specchio.

 

Roberta Valtorta, curatrice della mostra “Terra senza ombra”, del saggio storico-critico e del bellissimo catalogo, conclude il suo scritto con lo storytelling in cui Donzelli raccontava che ormai del Delta si sa tutto ed il pionerismo alla base della sua ricerca è stato sostituito dal turismo, da viaggi organizzati, pubblicità ed articoli, “ed il silenzio che sembrava musica non esiste più, interrotto dal rombo dei fuoribordo e dei fuoristrada”.

Ecco quindi la poesia e la magia della fotografia con gli scatti sul Delta del Po negli anni ’50 di Pietro Donzelli, le immagini oniriche di Mario Lasalandra in Villa Badoer e prima ancora Mario Dondero e Berengo Gardin, per non dimenticare la mostra a Padova “Questa è guerra”, sul centenario della prima guerra mondiale, sempre promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Buona luce e speriamo di essere ancora illuminati da altre straordinarie fotografie in future esposizioni.

Pietro Donzelli, 1997 - (C) Barbara Klemm
Pietro Donzelli, 1997 – (C) Barbara Klemm

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