Piazza Annonaria a Rovigo può essere il luogo in cui progettare il rilancio del centro storico stesso. E’ il messaggio forte, emerso del gruppo di creativi coordinati dall’associazione Tumbo.

Cinque giornate di intenso lavoro per l’estemporaneo team, incaricato di progettare il percorso di riattivazione di Piazza Annonaria e lanciare alla città una sfida complessa e stimolante, che parte dal luogo del mercato coperto e si estende all’intera città.

I risultati del workshop sono stati presentati venerdì sera da Tumbo e dai docenti del workshop, oltre che dal team di 12 giovani, originari da tutta Italia e oltre, di età compresa tra i 20 e i 26 anni, provenienti per lo più da percorsi legati al design della comunicazione, con alcuni outsider dal mondo dell’architettura e una progettista di giochi urbani.

photo credits: andrea verzola www.andreaverzola.com
photo credits: andrea verzola www.andreaverzola.com

Il gruppo ha lavorato in uno dei box di Piazza Annonaria, animando l’intero mercato e riversandosi poi lungo le strade della città. Hanno scoperto Rovigo, le sue abitudini e i suoi cittadini. Hanno incontrato passanti, imprenditori, giornalisti e amministratori, hanno accolto pareri e suggerimenti, hanno studiato la storia di Piazza Annonaria e analizzato le esperienze di numerosi altri mercati coperti in Italia e nel mondo e, a partire da tutte queste informazioni, hanno elaborato la loro proposta.

“Piazza Annonaria è una città in piccolo, un laboratorio di comunità” e qui Rovigo può avviare percorsi di
trasformazione e innovazione. Partendo, in primo luogo, dal recupero della storia del luogo, patrimonio da preservare, raccontare e diffondere, per restituire alla città il valore che le è proprio. Questo momento, storico ed economico, chiede di uscire dalle logiche di semplice mercato e riabbracciare quelle di piazza, incontro e relazione. Ecco dunque il nuovo marchio, Piazza Mercato Annonaria, che riprende in sé nuove possibilità.

“Se fino a oggi si va in Piazzetta, principalmente per ‘necessità’, per acquistare ciò che sappiamo di trovare, il valore
potenziale di questo luogo può ampliare enormemente le ragioni di visita – scrivono i promotori -. Un mercato contemporaneo unisce funzioni un tempo separate come vendita e assaggio, la merce smette di essere solo esposta, ma diventa un’esperienza sensoriale e letteraria, la si assaggia e la si ascolta.
“I commercianti sono commedianti e cantastorie, completano le nostre possibilità di scelta offrendoci il lato nascosto e invisibile delle merci, la loro storia e la loro differenza. In posti come questo troviamo l’inatteso, il sorprendente, la narrazione“.

Narrazione recuperata già nell’idea progettuale elaborata dai designer per il marchio di piazza Annonaria, che ricalca il perimetro delle antiche mura della città. Al suo interno è collocata, in corrispondenza della posizione nella mappa della piazza, la lettera “A” di Annonaria, in modo da estendere il focus non solo al luogo interessato, ma a tutta la città di Rovigo. La piazza mercato deve tornare a essere un punto di interesse centrale per tutti gli abitanti, un simbolo in cui riconoscersi e polmone della città.

Unitamente al logo, i designer hanno elaborato, da un lato, un sistema di merchandising comune per dare un’immagine unitaria dei negozi della Piazzetta, dall’altro un sistema di segnaletica pensato per portare la città di Rovigo a riscoprire Piazza Annonaria, comunicandone non tanto la posizione, quanto le realtà di cui si compone. La segnaletica, composta in moduli di dimensione ridotta (12 x 12 cm, come i famosi toast rodigini) porta l’osservatore ad avvicinarsi incuriosito al segnale, facendo della sua composizione un punto di forza.

photo credits: andrea verzola www.andreaverzola.com
photo credits: andrea verzola www.andreaverzola.com

Marco Tortoioli Ricci, docente all’ISIA di Urbino e fondatore di Comodo – Comunicare Moltiplica Doveri, che ha condotto il workshop insieme a Laura Bortoloni e Graziana Dammacco così commenta i risultati delle 5 giornate: “Processi di questo tipo sono possibili solo se, proprio come nel caso in questione, si può contare sulla poderosa energia di un collettivo di giovani studenti organizzati come una redazione. I ragazzi escono, incontrano la città, i suoi abitanti, gli studiosi, vivono gli imprevisti di cui la sua quotidianità è fatta. Agendo, in piccolo, la città stessa viene cambiata, diventa tutta un laboratorio e un archivio vivente da cui si traggono gli elementi essenziali del lavoro che si sta compiendo”.

E Tumbo risponde con entusiasmo. “In questi giorni ci siamo sentiti dire spesso che Rovigo è molto meglio di quello che ci si aspetta. Ed è questa la sensazione che vogliamo valorizzare. Perché questo progetto rappresenta esattamente ciò che la nostra associazione si è ripromessa di fare, fin dalla sua origine, dieci anni fa: innescare domande, facilitare innovazione e cambiamenti, promuovere migliorie per la città. Il tutto a partire da un’idea condivisa e come frutto di un processo di partecipazione e coinvolgimento”.

Coinvolgimento che oggi, qui, segna una tappa importante e che proseguirà nei prossimi mesi alla luce dell’agenda di
eventi che la piazza, i cittadini, le associazioni e le istituzioni sapranno immaginare.

Il progetto In Piazzetta è promosso con il contributo della Fondazione Cariparo e patrocinato da Comune di Rovigo, Confesercenti Rovigo, Confcommercio Ascom Rovigo, realizzato con il contributo di Akoè Formazione e Servizi e con la collaborazione di Leo Club Rovigo, Il Girasole, L’Angolo verde, La Bottega del Pane, La Cadenia, La Macelleria Bertazzo, Macelleria di Susi, Pescheria Farinella.

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