Quattro ventenni, musicisti e cantanti, che interpretano solo con la voce canzoni a cappella: è l’Honolulu Quartet, andato in scena al Ridotto del Teatro Sociale venerdì 13 aprile, per la rassegna “L’Altra Voce del Canto”, in collaborazione con Rovigo Jazz Club.

Il loro repertorio spazia da quello tradizionale irlandese, barbershop americano, spiritual, swing, insomma un mix di generi da tutto il mondo, armonizzati da loro, in modo estremamente originale.

Il gruppo nasce nel 2014 dall’incontro di quattro giovanissimi amici tutti diplomati anche in più strumenti, che nella passione del canto a cappella trovano “l’espressività che finora nessuno strumento musicale aveva dato loro”.
La particolarità del loro quartetto sta proprio nella grande varietà degli stili e dei generi grazie alla versatilità delle loro voci che permette di spaziare dal più antico repertorio sacro e profano fino al jazz e swing, con contaminazioni ed influenze dalle tradizioni popolari europee.

I quattro ragazzi in tre anni di attività hanno eseguito più di 150 concerti in Italia, Francia, Lussemburgo, Belgio, Germania. Irlanda.

Nella loro coralità c è una notevole escursione vocale che passa dal falsettista, sopranista, con grande acuto, al basso da blues cantato nelle piantagioni di cotone negli States.

Sono temi lieti di nozze, bevute al bar, o la musica prima del patibolo, espressa sempre con una abile musicalità ed armonia, come nella canzone dello zio di tanti musicisti, che suona il banjo, che i ragazzi incontrano in Toscana, un tipo con il baffo d’oro, che fa sognare con il suo strumento, o l’elefante elegante tratto da una fiction della Rai, cantato alla maniera del Quartetto Cetra.

Se la musica è cosi divertente, allora evviva la Musica e questi bravi ragazzi, uniti da una grande passione, che ha reso quattro amici e musicisti unisoni ed armonici nel canto.

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