Le note ruvide di due polesani d’adozione

Nel nuovo numero di REM, in uscita a dicembre, il nostro Danilo Trombin racconta il suo primo incontro con I Do’ Storieski, originalissimo duo musicale trevigiano, ma profondamente radicato in Polesine. Gli abbiamo chiesto qualche anticipazione sulla sua passione per i suoni ruvidi e i testi ispirati di questa insolita band.

Ti sei occupato di un duo musicale trevigiano, I Do’ Storieski. Come mai, visto che REM si cura della terra polesana, o meglio, della terra tra Adige e Po?
I Do’ Storieski, da almeno un paio d’anni, hanno rapporti costanti con la nostra terra, culminati con la recente vittoria alla manifestazione “Voci per la Libertà”, il festival dedicato ad Amnesty International. Poi tra Adria e il Delta si sono esibiti varie volte, tra cui una delle crociere musicali organizzate proprio da REM, e ormai vantano un discreto seguito, che sta anche crescendo. Loro stessi si sono definiti polesani d’adozione, mi è sembrato quindi giusto includerli nella rivista, dal momento che i Do’Storieski da fuori ci danno una mano a renderla ancora più bella.

Hai chiesto tu espressamente di poter parlare di loro. Perché?
Mi fa piacere che tu mi abbia fatto questa domanda… I Do’ Storieski mi piacciono molto, sia come autori che come musicisti live. E inoltre sono anche due pezzi di uomini… quindi contribuire alla diffusione della loro conoscenza non può che gratificarmi.

I Do' Storieski a Voci per la Libertà 2016
I Do’ Storieski a Voci per la Libertà 2016

Un’anticipazione del loro genere musicale e una strofa o due di un loro testo ce le puoi dare?
Mah, credo sia abbastanza difficile inquadrare i Do’ Storieski all’interno di un genere musicale. Di sicuro hanno influenze derivanti dalla migliore tradizione blues e folk nordamericana, mescolata anche al cantautorato italiano dei tempi d’oro, ma traggono ispirazione sicuramente anche dalla tradizione popolare veneta. Per quanto riguarda un testo che mi è particolarmente caro potrei citare “Vento”:

Vento che tira vento
vento che destira
mari de formento
vento che gira
mato de premura
vento de pianura

vento de ‘a dea siesa
vento che te taja
come da na sfesa
vento che robalta
che buta in tera
ostaria e cesa

oppure anche “Riva del mar”:

Riva del mar
che porta sente
e ‘a sente porta
come ‘e raise
riva del mar
che porta sente
e ‘a sente porta
deà del mar

E se ti chiedessimo di consigliarci una loro canzone, giusto come assaggio?
Se dovessi consigliare un primo ipotetico ascolto, direi “Fermate qua”, che non ho citato nell’articolo, fondamentalmente per questioni di spazio,  ma che amo comunque molto.

 Do’ Storieski: “Fermate qua”

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