Dedicato alla Gente del Delta (3/3)

Elisa Chiorboli propone un racconto ricco di suggestioni, che illustra l’esperienza di chi vive un luogo lasciandosi catturare dal fascino dei ritmi della natura, cercando di dimenticare la frenesia della nostra vita quotidiana. Il luogo è il delta del Po ed Elisa dedica il suo lavoro ai pescatori della Sacca degli Scardovari, pesantemente colpiti in un tempo recente dalla violenza della natura. Il suo è un viaggio oltre i confini della quotidianità, alla ricerca del ritmo del cuore e delle pure sensazioni, fatto di parole e immagini. Elisa, fotografa, ha realizzato alcuni scatti con la tecnica della doppia esposizione, mentre altre immagini che accompagnano il suo testo propongono il gioco dei colori in tre luoghi diversi: Caleri, la via delle Valli, la Sacca degli Scardovari.

Le nuvole nere si caricano di pioggia e l’aria umida si fa pesante e satura di elettricità. I colori del paesaggio cambiano all’improvviso, divenendo scuri e minacciosi. Tutti fuggono in cerca di rifugio, impossibile sfidare il mare in rivolta. L’acqua impazzita s’ingrossa al soffiare del vento per poi levarsi al cielo in un turbinio di schizzi incontrollabili.
Le reti in mezzo al mare affondano senza la minima resistenza e i legni delle cavane volano senza direzione. Tutto sbatte con fragore. Le imbarcazioni sfuggono al controllo, i rami dei salici si spezzano e cadono inesorabilmente. Il rumore della pioggia diventa assordante. Il mare ruggisce e le onde inghiottono ogni cosa.

Che disastro!

E così, si attende con gli occhi puntati al cielo recitando una preghiera antica, sussurrata dalle labbra del pescatore e del contadino, uniti in un destino comune di fatica e di sudore in una terra tanto generosa quanto impervia.

Finalmente …  un po’ di calma! Ed allora si guarda ammutoliti la devastazione tutt’intorno. Ora, s’ode solo il rumore delle onde nel nuovo paesaggio desolato … All’improvviso, lo stridio di un gabbiano perso nel cielo interrompe il silenzio surreale …

Gli occhi lucidi della Gente del Delta parlano senza parole, l’unico pensiero che domina è “bisogna ricominciare”. E da lì si inizia, come nei secoli s’è fatto ogni volta che i confini di questa terra sono stati ridisegnati da Natura,  signora di questa terra.

La sabbia della riva se n’è andata altrove, forse un giorno la si troverà in uno scanno in mezzo al mare. Le ferite degli alberi spezzati guardano pallide il cielo e i rami che rimangono tornano ad essere popolati dalle garzette che si ripresentano per riprendere possesso della loro amata terra. Ed è cosi che nel ciclo infinito della vita ancora una volta si ricomincia.

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