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Diario da Sofia: al di là della città

Siamo alla nona puntata del diario di Alessia Babetto, nostra inviata da Sofia. Non siete curiosi di scoprire cosa si cela intorno alla città?

Rieccoci insieme, miei cari lettori. Oggi voglio farvi scoprire le meraviglie che si trovano vicine alla città, e che per ora, viste le temperature, ho potuto contemplare soltanto dal finestrino dell’aereo. Nelle conversazioni che mi è capitato di tenere con le persone del luogo ho potuto constatare che vanno tutti molto fieri della catena montuosa che si apre proprio sopra la città.

Conosciuta con il nome di Vitoša, questa catena montuosa è suddivisa in quattro diverse parti che convergono nella corona centrale. La cima più alta raggiunge circa i 2300 metri di altitudine e le sue foreste sono popolate da un’ampia varietà di piante e alberi, tra cui, soprattutto, abeti rossi, abeti bulgari (una varietà che cresce solo in questa terra), pini macedoni e pini silvestri, mentre alle altitudini più basse distendono le proprie chiome faggi, betulle, pioppi e ontani.

Un fenomeno interessante su cui qualcuno si è soffermato a farmi chiarezza è il cosiddetto “fenomeno dei ponti dorati”, ovvero una fascia enorme di sassi che scende dalla montagna come una cascata. Questa particolarità si trova lungo il fiume Vladajska, in un’area popolata da sempreverdi. Anticamente costituiva una delle morene che scendevano dagli antichi ghiacciai della montagna e che si è formata a causa dell’erosione della roccia di sienite, una roccia magmatica plutonica.

Parlando di cascate non potrò evitare di andare a vedere quelle di Boyana, uno spettacolo per gli occhi come per l’anima, che ho notato essere omonima della chiesa medievale di tradizione ortodossa che si trova in centro e che, dal 1979, è stata inserita nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Una signora catturò poi la mia attenzione descrivendomi anche quella che è una delle feste a suo avviso più belle che si festeggiano non solo a Sofia, ma anche in tutta la Bulgaria e che ha il suo fulcro nella cittadina di Kazanlak, che si trova al centro di quella che viene chiamata la “Valle delle rose”. La prima domenica del mese di giugno, infatti, si festeggia la fioritura e il raccolto di questi fiori con canti e danze popolari. In particolar modo viene coltivata una varietà di rosa denominata damascena, che può essere di colore bianco, rosa o rosso e dalla quale viene estratto il prezioso olio di rosa attraverso cui poi si producono tutte le varietà di prodotti di bellezza.

Un dettaglio, che forse non si può definire tale per la propria importanza, è la meticolosità e precisione con la quale ho visto, ogni giorno, le persone prendersi cura degli spazi pubblici, delle aiuole, delle piante e della pulizia della città. Nessuno, neanche il più povero dei signori che qualche volta si incrociano negli angoli delle strade osa gettare qualcosa a terra o sporcare i luoghi pubblici, e questo mi ha fatto molto riflettere quando, prima della mia partenza, mi avevano detto che Sofia è una città vecchia, un po’ “indietro” rispetto all’Italia, alla Germania o alla Francia. Ah sì, vi dico io, ma la grandezza di un popolo non sta forse nel rispetto reciproco che viene insegnato loro e dall’ordine che questi, in quanto esseri pensanti, sanno mantenere autonomamente intorno a sé?

Credo abbiamo tanto da imparare, cari lettori, per questo vi aspetto, insieme a me, nella prossima e ultima puntata di questo blog.

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